L’iper garantito Brunetta all’attacco dell’articolo 18 Epifani: «Provoca»

04/02/2010

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, va all’attacco del nostro «cattivo welfare » dove i padri sono «ipergarantitì a differenza dei figli e spiega: «Noi concentriamo la flessibilità sui figli, l’art.18 garantisce i padri». Appunto, gli ipergarantiti. Non poteva mancare a stretto giro di posta la replica di Sergio Cofferati, ora parlamentare europeo, ma nel 2002 a capo della Cgil quando riuscì il 23 marzo a portare in piazza, aRoma, 3milioni di persone proprio per difendere quella norma dello Statuto dei Lavoratori (che prevede nelle aziende con più di 15 dipendenti il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa) dalle modifiche volute dal governo Berlusconi. «E che c’entra l’art.18 col presunto ipergarantismo», ha commentato l’ex sindacalista sottolineando come l’articolo sia una norma di civiltà del lavoro.
Ma per Brunetta si tratta di «strumentalizzazioni stupide» alle quale bisogna porre fine e che provengono da «sedicenti di sinistra che, in realtà, sono dei conservatori, dei corporativi che non capiscono un ragionamento serio e perbene». Insorge anche la presidente dell’assemblea Pd, Rosy Biondi, secondo la quale il ministro fa ideologia e non proposte.
Quella lanciata dal ministro della pubblica amministrazione, Brunetta, sull’articolo 18 «è una provocazione »ma «non c’è dubbio» che se si dovesse riaprire una discussione su questo capitolo la Cgil «è pronta a dare battaglia» ha detto il segretario generale dell’organizzazione, Guglielmo Epifani. «Ci risiamo, è la solita provocazione» ha detto il leader della Cgil secondo il quale, tuttavia, la sortita del ministro Brunetta ha diversi scopi: «il primo è quello di distogliere l’attenzione sui problemi del lavoro». «Brunetta – ha però osservato Epifani parlando del tema bamboccioni -nonsi accorge che siamo in un tempo in cui i padri perdono lavoro e i figli anche, da precari». Per Epifani, «è ora di finirla di contrapporre sempre qualcuno con qualcun altro».