L´invasione delle badanti: in un anno sono triplicate

25/01/2005

    martedì 25 gennaio 2005

      Pagina 13 – Dossier

      IMMIGRAZIONE

        La maggior parte arriva dall´Europa dell´Est, età tra i 30 e i 40 anni
        Per migliaia di famiglie sono indispensabili
        Così l´Italia si è inventata il suo welfare privato
        L´invasione delle badanti
        in un anno sono triplicate

          MARIA STELLA CONTE

            ROMA – Quanto siamo cambiati ce lo dice anche questo: che una famiglia su quattro tra quelle che vivono con una persona di oltre 65 anni deve far ricorso a qualcuno che si curi non solo o non tanto della casa, ma di quell´anziano genitore superstite che non può stare tutto il giorno da solo. Non ci si sente tranquilli. Non si lavora con la mente sgombra. Si è folgorati da improvvisi sensi di colpa, tramortiti da micidiali botte di stanchezza. Ma potrebbe anche non trattarsi del suocero rimasto solo: potrebbe essere per via dei figli piccini che scatta la necessità di un aiuto esterno. Questo accomuna le due ali estreme della vita: che non si può più o non si può ancora volare soli.

            Il vice-angelo custode molto spesso è una donna, ha tra i 30 e i 40 anni, è straniera. Proviene principalmente dai Paesi dell´Est europeo: Ucraina e Romania. Immigrate assunte come domestiche ma che finiscono per svolgere un ruolo definito da una parola sgraziata: badante. Quante siano è impossibile dirlo perché contrattualmente possono essere inquadrate solo sotto la generica voce di collaboratrici familiari. Erano, le colf iscritte regolarmente all´Inps, 51.110 nel 1994; 126.297 nel 1999; 147.328 nel 2002; 490.678 nel 2003: triplicate, dunque, rispetto all´anno precedente; decuplicate in una decade. Alla Cgil sostengono che almeno il 50 per cento delle lavoratrici domestiche è di fatto chiamata a svolgere funzioni di badante. E che i numeri ufficiali timbrati Inps, Inail o ministero dell´Interno non ci dicono realmente quanti cittadini e cittadine stranieri lavorino nelle case italiane, non potendo tener conto del lavoro nero. Così, a fianco del circa mezzo milione di colf oggi regolari, si parla di almeno altrettante immigrate occupate clandestinamente come colf.

            Danesh Kurosh del dipartimento immigrati della Cgil, sostiene che il numero delle badanti è destinato ad aumentare esponenzialmente da qui ai prossimi dieci anni a) perché le donne italiane non possono e non vogliono rinunciare ad un lavoro extradomestico; b) perché il numero degli anziani è in costante crescita. In Italia – dati Istat – circa una persona su 5 ha 65 anni o più: il 19 per cento della popolazione; di queste, il 4,6 per cento ne ha più di 80; il 28,1 per cento di chi ha più di 65 anni vive solo e non ha reti familiari di sostegno; 2 milioni sono gli anziani disabili; 1 milione gli anziani con patologie croniche che vivono soli; 6 milioni le famiglie con almeno un componente con malattie croniche gravi. Secondo il recente dossier Caritas-Migrantes sull´immigrazione, il 17 per cento degli anziani incontra difficoltà in almeno una delle normali attività quotidiane; a ricorrere maggiormente ad un aiuto esterno sono: le famiglie nelle quali l´anziano vive con figlio e nuora, o con figlia e genero, entrambe occupati in attività lavorative; gli anziani soli; gli anziani che vivono con un solo figlio adulto. Di numeri se ne potrebbero dare molti per mettere a fuoco quanto, intorno alla figura della badante, ruoti la vita familiare. Tanto che diversi enti locali hanno istituito ormai specifici corsi professionali: dal Lazio al Trentino al Veneto all´Emilia, al Piemonte; albi professionali; forme differenziate di aiuto economico proporzionate al reddito per chi è costretto a ricorrere a queste lavoratrici. Piccole cose, comunque, se si considera che – si legge nel dossier Caritas – «da un´indagine sui sistemi di intervento di 11 Paesi europei, emerge come il nostro sistema sanitario riesca a raggiungere a domicilio una proporzione inferiore all´1 per cento degli anziani con più di 65 anni, contro il 6 della Repubblica Ceca, l´8 della Francia, il 10 della Germania, il 20 di Gran Bretagna e Paesi Scandinavi».

              La famiglia italiana cambia e paga di tasca sua: rinunciando a fare figli; accettando lavori ad orologeria; sborsando metà del proprio stipendio pur di garantire l´assistenza di una colf a figli, suoceri e genitori. Quello di una badante oscilla molto da regione a regione. Da Sud a Nord. Dai 600 e 1000 euro al mese. Sempre meno delle rette di certe case di riposo che possono arrivare a 1500-2000 euro. La badante appare invece la soluzione possibile: lei con le sue diversità, la sua cultura, la sua temporaneità, le sue radici altrove; lei tanto familiare e determinante da essere diventata protagonista di romanzi usciti nell´ultimo anno per case editrici come Mondadori, e/o, Franco Angeli, Feltrinelli, solo per citarne alcune. Una persona "quasi" di famiglia. Una che sa, conosce, intuisce. Una che magari viene inizialmente imposta all´anziano, dal quale però finisce per essere amata. Alla quale non di rado, per riconoscenza, si compra l´auto, si regala denaro, si conteggia ben più della semplice liquidazione. E con la quale, qualche volta, come da feuilletton a lieto fine, ci si sposa.