L’invasione cinese

11/03/2005
    venerdì 11 marzo 2005

    L’invasione cinese

      NEL MONDO
      L’enorme mercato cinese cerca sbocchi all’estero per alimentare la sua vertiginosa crescita. I principali Paesi destinatari dell’export cinese sono Usa, Hong Kong, Corea del Sud, Germania, Olanda, Regno Unito, Taiwan, Singapore, Italia. I Paesi fornitori sono Giappone, Taiwan, Corea del Sud, Usa, Germania, Malesia, Hong Kong, Singapore, Russia, Tailandia. Secondo i dati Ice, alla fine del 2003 l’import-export totale della Cina ha toccato 851 miliardi di dollari (+37,1% annuo) con l’export a 438 miliardi di dollari (+34,6%) e l’import a 412 miliardi di dollari (+39,9%). In forte crescita l’interscambio con l’America Latina (+50%, con il 75% dell’export brasiliano di minerali, acciaio, legno e soia).

        IN EUROPA
        L’Ue è il maggiore partner commerciale e la quarta maggiore fonte di capitali esteri della Cina: dopo l’espansione verso Est dell’Ue nel 2004, la quota dell’interscambio bilaterale ha superato i 150 miliardi di dollari. E la Cina è diventata il secondo maggiore partner commerciale dell’Ue (dopo gli Usa). I prodotti che hanno fatto registrare un maggiore aumento nell’import sono stati petrolio raffinato, acciaio, alluminio e ferro lavorato. Gli investimenti esteri diretti hanno continuato a considerare la Cina come uno dei più importanti mercati di destinazione e, malgrado la Sars alla fine del 2003 hanno eguagliato il 2002: 53,2 miliardi di dollari, con 41.081 nuove attività con capitali stranieri approvate.

        IN ITALIA
        L’Italia, il decimo Paese destinatario di merci cinesi e il 14esimo fornitore su scala mondiale, ha da sempre un disavanzo commerciale in Cina, con una tendenza in aumento delle nostre importazioni a fronte di esportazioni assestate su valori inferiori alla metà delle prime. Condizionato dal fenomeno della Sars, l’interscambio è stato rallentato nel 2003 con una crescita «solo» del 28,5%. Dal lato dell’import prevalgono i prodotti delle industrie manifatturiere. Dal lato dell’export prevalgono invece tutte le macchine, i prodotti chimici, il ferro, la ghisa, l’acciaio e gli apparecchi per le comunicazioni.