“L’intervento” Milano: Quel patto va aiutato

21/06/2001

Corriere della Sera





Cronaca di Milano

il numero in edicola
QUEL PATTO VA AIUTATO

di M.GRAZIA FABRIZIO*

      Caro direttore, la proposta del professor Pietro Ichino
      (Corriere del 17 giugno) sulla necessità di un intervento diretto di Cgil, Cisl e Uil sul mercato del lavoro è coerente con quanto ha sempre sostenuto, ma un po’ in ritardo rispetto a ciò che si è fin qui fatto sia a livello locale che nazionale. Le tre organizzazioni sindacali hanno un oggettivo interesse sull’argomento, ma prima di fare passi unitari occorrerebbe valutare le reciproche posizioni.
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L’INTERVENTO

Patto sindacale da rilanciare Tocca al Comune

      In altre parole credo sia necessario che ciascuno dica con chiarezza da quale parte sta, esplicitando ad esempio che cosa pensa del principio di sussidiarietà. Si è d’accordo, in materia di servizi per l’impiego, sull’equiparazione tra pubblico e privato? Questa è una premessa indispensabile a qualunque ulteriore ragionamento. Noi siamo perché il pubblico mantenga il ruolo di garante, ma siamo anche perché le esperienze private si confrontino, sapendo che la nostra propensione è per il privato sociale, con i partner più naturali (Acli, Confcooperative, Lega delle Cooperative, Compagnia delle Opere).
      Questa opzione nasce dalla consapevolezza che esistano soggetti privati che agiscono per soli fini di lucro e soggetti del privato sociale che oltre al criterio dell’efficienza, dell’efficacia, dell’equilibrio economico e finanziario, perseguono un comune progetto di società. In questi anni la Cisl di Milano ha dato seguito a questa impostazione con iniziative concrete: siamo entrati nei Centri Lavoro della Provincia, insieme a Cgil e Uil; facciamo parte di Emporio dei lavori (Agenzia per il collocamento autorizzata dal ministero del Lavoro) accanto ad altri soggetti del privato sociale; vantiamo un’esperienza ultradecennale di orientamento e incontro tra domanda e offerta di lavoro con il nostro apprezzato Centro per il Lavoro; gestiamo lo Ial che da decenni forma e colloca centinaia di giovani e di disoccupati, professionalizzandoli e riqualificandoli, in particolare nel settore informatico.
      Ad un certo punto ci siamo, però, resi conto che tutto ciò non bastava per occupare le cosiddette categorie deboli (immigrati, over 40, giovani disagiati), perché per loro oltre allo sportello e alla formazione, occorreva "il posto di lavoro".
      Questo è il senso profondo del Patto di Milano, che ha costruito 864 opportunità di lavoro, opportunità vere anche se non sono ancora state tutte sfruttate.
      Dato che per la Cisl l’occupazione, l’occupazione di qualità, viene prima di qualunque ideologia, rimaniamo convinti che firmando quell’accordo abbiamo fatto la scelta giusta.
      Il Patto può dare ottimi risultati, ma il Comune di Milano deve ora assumersi maggiori responsabilità per farlo funzionare.

      *segretario generale della Cisl di Milano
      M.Grazia Fabrizio


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