L’INTERVENTO DI MAURIZIO SCARPA, SEGRETARIO NAZIONALE FILCAMS, AL CONGRESSO CGIL: «UN LAVORO COMUNE SUGLI APPALTI»

03/03/2006

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

3 marzo 2006

L’INTERVENTO DI MAURIZIO SCARPA, SEGRETARIO NAZIONALE FILCAMS, AL CONGRESSO CGIL: «UN LAVORO COMUNE SUGLI APPALTI»

«Obiettivo di fondo del nostro congresso è la riunificazione del mondo del lavoro, oggi estremamente frammentato, che si deve perseguire attraverso la modifica della legislazioone sul mercato del lavoro, a partire dall’abolizione della legge 30; la modifica della legge sugli appalti; un nuovo sistema della contrattazione decentrata per riappropriarci del controllo dell’organizzazione del lavoro.

«I danni provocati dalla legge 30 sono ormai evidenti a tutti. Ma abbiamo sottovalutato i processi devastanti che vengono avanti da almeno vent’anni con l’esternalizzazione dei servizi all’impresa, il cosiddetto outsourcing che ha cambiato radicalmente il modello della filiera produttiva.

«E per riprogettare il Paese qui bisogna intervenire con urgenza: un settore industriale avanzato non può svilupparsi su un sistema gravemente arretrato dei servizi.

«Così la modifica della legge sugli appalti non riguarda solo la Filcams. Se continua a vincere la "regola" del massimo ribasso, ci sarà sempre dumping contrattuale, si espanderà ulteriormente la pratica delle esternalizzazioni, con il progressivo deterioramento del lavoro stabile.

«Noi proponiamo il metodo dell’offerta economica più vantaggiosa, che tiene conto dei diritti e della qualità del lavoro, consentendone una maggiore tutela.

«Alle altre categorie come Fiom, Funzione pubblica, Fisac e trasporti, interessa un lavoro comune su questi temi, rispetto ai quali ovviamente il ruolo della confederazione è fondamentale?

«Ma voglio parlare anche della contrattazione di sito: negli ospedali, come nelle scuole o negli aereoporti, con il sistema degli appalti convivono innumerevoli contratti senza alcun rapporto.

«È urgente attivare una contrattazione comune, su alcuni punti come mensa, sicurezza, diritti, sempre all’insegna della riunificazione del mondo del lavoro.

«Infine voglio sottolineare il peso di una vera e propria emergenza salariale, che nel commercio è rappresentata da salari bassi molto diffusi.

«Qui serve una nuova stagione di recupero del potere d’acquisto ma anche di redistribuzione della ricchezza, a partire dal contratto nazionale, per proseguire con la leva fiscale e la riorganizzazione dello stato sociale. Sono convinto che l’emergenza salariale sarà per noi un punto di snodo centrale nei prossimi anni».

(M.G.)