L’interinale rallenta la corsa

12/09/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Mercato del lavoro – Nei primi sei mesi del 2001 incremento del 25%, inferiore alle previsioni

    L’interinale rallenta la corsa
    Sulla frenata «pesa» la crisi della new economy – L’impiego a tempo si rafforza nel terziario
    Luca Vitale
    MILANO – Il lavoro temporaneo cresce. Nonostante i ritmi di espansione siano più lenti di quelli previsti lo scorso anno, il trend per il settore continua a segnare incrementi positivi. I lavoratori temporanei avviati nel primo semestre del 2001 sono stati 291.072 (i dati sono relativi a entrambe le associazioni di categoria, Confinterim e Ailt) con un incremento rispetto al primo semestre dello scorso anno che supera il 25 per cento. Le aziende di fornitura associate a Confinterim — 50 aziende sulle 66 operative sul mercato — hanno complessivamente avviato al lavoro 236mila addetti in affitto contro i 228mila del primo semestre dello scorso anno (per i dati Ailt relativi al primo semestre 2001 si veda Il Sole-24 Ore del 31 luglio). Sviluppo positivo per il settore, ma lo scorso anno alcuni operatori del comparto prevedevano una crescita pari quasi al raddoppio. «Il ritmo di crescita più lento del previsto — dice Enzo Mattina, presidente di Confinterim — si spiega con il rallentamento generale dell’economia che hanno frenato un po’ tutti i settori e con il crollo delle dot.com che non assorbono più personale specializzato nel Web e nell’informatica. Rimane il fatto — dice Mattina — che i dati confermano la vitalità e l’importanza dello strumento contrattuale nel mettere in contatto la domanda e l’offerta di lavoro. Tra le note positive — spiega — si registra la crescita dell’impiego di lavoratori interinali nel settore del terziario e dunque nelle Pmi, mentre si attendono aumenti significativi dall’apertura all’interinale da parte della pubblica amministrazione». Sulla base dell’andamento del semestre, Confinterim (2.418 miliardi il giro d’affari nel primo semestre) stima un fatturato per il 2001 relativo a tutto il comparto di 5.150 miliardi, ma anche in questo caso le previsioni erano un po’ più ottimistiche e parlavano di un fatturato business intorno ai 5.500 miliardi. L’identikit del lavoratore temporaneo, maschio e metalmeccanico, di gran lunga il più diffuso fino allo scorso anno subisce un attacco. Infatti, nei primi sei mesi del 2001 cresce l’occupazione femminile di oltre un punto percentuale (dal 37,6% al 38,7%), mentre si riequilibra la distribuzione nei diversi settori industriali: il settore metalmeccanico crolla dal 40,4% del 2000 al 29,5%, mentre il terziario passa dal 17,5% al 23,5 per cento. La Lombardia conserva il primato tra le regioni con quasi 63mila lavoratori temporanei avviati, davanti a Piemonte (26.730) e Lazio (25.062). I lavoratori più giovani continuano a essere i maggiori fruitori dell’impiego a tempo, essendo il 36% under 25 e il 28,6% compreso nella fascia di età 25-29 anni. In leggera crescita anche la percentuale relativa ai lavoratori compresi nella fascia di età che va da 30 a 39 anni. Nonostante il rallentamento del trend di cresciuta le potenzialità del lavoro temporaneo restano intatte, come spiega Mattina: «Il numero di aziende utilizzatrici dell’interinale, di poco superiore a 35mila, indica quante aziende ancora possono essere considerate potenzialmente interessate allo strumento del lavoro a tempo». Le società di fornitura chiedono però un regime di concorrenza più equilibrato tra contratti di lavoro interinale e a termine. «Al Governo — conclude Mattina — esprimiamo la nostra preoccupazione riguardo alle normative sul contratto a termine, auspicando una armonizzazione tra i diversi strumenti per sviluppare l’occupazione».
    Mercoledí 12 Settembre 2001
 
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