L’interinale gioca a tutto campo

25/02/2003



Martedí 25 Febbraio 2003

ITALIA-LAVORO


L’interinale gioca a tutto campo

Aziende & delega lavoro – Il collocamento apre ai privati: cadono i vincoli per gli specialisti del settore

ALESSANDRO BALISTRI


MILANO – A cinque anni dalla nascita, le società di lavoro interinali affrontano la prova della maturità. La legge delega sul mercato del lavoro ha una doppia valenza: nei dieci articoli approvati in Parlamento c’è la sfida di nuove forme di impieghi flessibili e l’opportunità di rafforzare il ruolo delle agenzie, destinate a diventare operatori «polifunzionali». Ma è presto per giudicare le novità: le agenzie attendono i decreti attuativi, che il Governo prevede di emanare nel giro di qualche mese, ed è un’attesa con qualche incognita. Saranno decisive le regole con cui partiranno il collocamento privato e lo staff leasing, le novità più importanti per le società di lavoro temporaneo. Con la legge delega scomparirà il vincolo dell’oggetto sociale esclusivo. «Per anni siamo stati imbrigliati e finalmente arriva questa naturale evoluzione: così abbiamo la possibilità di aumentare i contatti con i lavoratori e ampliare la nostra banca dati», commenta Nicoletta Spina, amministratore delegato di Temporary. «Potremo offrire una consulenza a 360° ad aziende e lavoratori, diventare operatori polifunzionali», dice Marco Ceresa, direttore generale di Randstad. «Le agenzie – spiega – potranno effettuare mediazione privata tra domanda e offerta, svolgere attività di ricerca e selezione, fornire squadre di lavoratori in forma organizzata anche a tempo indeterminato, occuparsi della ricollocazione del personale». Molte agenzie già svolgono l’attività di ricerca e selezione, con società create ad hoc. «Noi abbiamo Générale industrielle research – spiega Stefano Colli Lanzi, direttore generale di Générale industrielle – mentre il collocamento sarà gestito dalle agenzie. È giusto che le società di lavoro interinale "coagulino" tutto il mercato del lavoro con l’intermediazione tra domanda e offerta». Obiettivo lavoro apprezza le novità: «L’estate scorsa – dice il vicepresidente Andrea Lepidi – abbiamo costituito Obiettivo lavoro servizi: si occuperà del collocamento privato e adotterà tutte le sinergie possibili con l’interinale, dalla banca dati per la ricerca dei curricula al portafoglio delle imprese clienti e dei contratti stipulati». Nessuno vede di buon occhio il coinvolgimento di consulenti del lavoro e università nel collocamento privato. Lo dice chiaramente Marco De Stefani, direttore generale di Openjob consulting: «Siamo preoccupati da questa scelta ma bisogna vedere che cosa prevederanno i decreti attuativi, come del resto sullo staff leasing». E Antonio Lombardi, amministratore delegato di Ali: «Si continua a fare confusione: non ha nessuna logica aprire il collocamento ai consulenti del lavoro. Anche sugli atenei ho molte perplessità». Qualcuno non si cura affatto di questo aspetto, solo perché non crede affatto al collocamento privato. «Non vedo la possibilità di fare business in questo modo, almeno per noi», taglia corto Piermario Donadoni, amministratore delegato di Metis. «La ricerca e selezione è un aspetto interessante – continua Donadoni – ma riguarda il mondo degli occupati e la gestiamo separatamente, con la Seltis. Siamo preoccupati dalle norme sui collaboratori coordinati e continuativi: si rischia di legittimare una forma anomala e scorretta che non esiste in nessun altro Paese». Neanche la bresciana In Time, partecipata dalla Hopa di Emilio Gnutti, si entusiasma per il collocamento privato: «Ci interessa la selezione del personale – dice il presidente Ettore Marchina – e in prospettiva lo staff leasing». Il giudizio nel complesso rimane positivo: le aziende considerano la legge delega un passo avanti verso modelli di lavoro più flessibili e prevedono effetti benefici sul mercato del lavoro. «L’intermediazione tra domanda e offerta – commenta l’amministratore delegato di Adecco, Carlo Scatturin – è una grande opportunità per far crescere i posti di lavoro. Oggi molti disoccupati o persone che vogliono cambiare lavoro non si avvicinano alle agenzie interinali, perché non sono interessate a impieghi temporanei. Non sarà più così e noi siamo il miglior punto di riferimento per chi cerca lavoro». L’altra grande multinazionale, Manpower, dà un giudizio simile: «Con il collocamento privato – osserva il presidente Maura Nobili – alle aziende di lavoro temporaneo è riconosciuto un ruolo istituzionale che si sono guadagnate sul campo. Naturalmente, lo gestiremo attraverso la rete di agenzie interinali». I due big del mercato temono che i decreti attuativi possano deludere le aspettative: «Sullo staff leasing – dice Scatturin – non è chiaro quali saranno le regole: bisogna evitare che questa formula possa entrare in conflitto con il lavoro interinale, che possa generare degli abusi. Più in generale, è bene definire dei paletti, come è successo con le agenzie». E Maura Nobili: «Aspettiamo i decreti attuativi e speriamo che il quadro normativo sia simile a quello degli altri Paesi, con modelli chiari e collaudati. La legge delega, che è il punto di partenza di questo processo, è positiva: così gli investitori stranieri avranno meno paura dell’Italia e si potrà creare nuova occupazione».