L’interinale cresce del 13%

27/02/2004


        Venerdí 27 Febbraio 2004

        ITALIA-LAVORO


        L’interinale cresce del 13%

        Nel 2003 il volume d’affari è salito a 3,37 miliardi di euro


        MILANO – Il bilancio 2003 del lavoro interinale si è chiuso con un fatturato che ha raggiunto 3,37 miliardi di euro, il 13% in più rispetto all’anno precedente. Una crescita che, stando alle previsioni, non si arresterà. Per quest’anno il volume d’affari dovrebbe infatti aggirarsi intorno ai 3,9 miliardi di euro, chiudendo a più 16 per cento. Ad affermarlo la Confinterim (Confederazione italiana delle associazioni delle imprese fornitrici di lavoro temporaneo) che raccoglie 38 agenzie per il lavoro in affitto, oltre la metà di quelle autorizzate ad operare in Italia dal ministero del Welfare. «Considerando il periodo di stagnazione economica nel 2003 ci aspettavamo una crescita compresa tra il 9 e l’11 per cento – spiega Michele Amoroso, presidente di Confinterim -. Sul risultato positivo del comparto hanno influito i timidi segnali di ripresa economica dell’ultimo trimestre del 2003 e la forte esigenza di flessibilità da parte delle imprese. Grazie alla riforma Biagi e ai nuovi servizi che le agenzie per il lavoro saranno in grado di offrire, quest’anno ci aspettiamo una crescita superiore rispetto al 13% del 2003». Dai dati diffusi da Confinterim è emersa inoltre la continua trasformazione del mercato interinale. Cambiano per esempio l’età e la formazione dei lavoratori temporanei. Fino a poco tempo fa erano per lo più giovanissimi, secondo le ultime statistiche invece hanno in media 32 anni. Inoltre, diversamente dal passato, i lavoratori a tempo non sono di basso profilo. Sono aumentati i laureati inviati in missione, che rappresentano il 13% dei lavoratori. Quest’ultima percentuale in futuro è destinata a salire grazie alla possibilità che le agenzie specializzate avranno nell’offrire anche i servizi di ricerca e selezione del personale. «L’impiego di profili più elevati è anche una diretta conseguenza del crescente interesse del settore dei servizi verso il lavoro temporaneo, che da solo assorbe il 25% dei lavoratori impiegati – continua Amoroso -. Questo settore, che inizialmente era refrattario verso il contratto interinale, oggi rappresenta un mercato in forte crescita e in futuro lo sarà anche di più grazie principalmente alla polifunzionalità del nostro modo di operare previsto dalla riforma Biagi e dalla crescente gamma di servizi che saremo in grado di offrire». Per quel che riguarda i motivi del ricorso al lavoro interinale è da segnalare la sostituzione di lavoratori assenti nel 19% dei casi, mentre il 74% delle aziende ha richiesto lavoratori temporanei nei momenti di maggiore attività.