L’interinale continua a correre

28/01/2003




Martedí 28 Gennaio 2003
ITALIA-LAVORO
L’interinale continua a correre

Mercato del lavoro - Nel 2002 il fatturato delle agenzie è salito a 2.962 milioni di euro (+22%)


MILANO – Aumentano i lavoratori interinali e aumenta, molto meno, il fatturato delle agenzie specializzate. Il settore ha rallentato il ritmo di marcia ma la frenata è stata meno brusca di quanto si temesse. I ricavi sono saliti del 22% a 2.962 milioni di euro, un dato al di sopra delle attese, visto che a metà anno le previsioni non andavano oltre il 15% di crescita. Nelle stime di Confinterim sull’intero settore si trova una sorpresa gradita, per un settore che l’anno scorso si attendeva un inevitabile atterraggio: lo facevano pensare i tre anni di crescita impetuosa e soprattutto la brutta atmosfera sul mercato. Invece, le aziende hanno utilizzato 869mila lavoratori interinali, quasi 250mila in più del 2001, e le imprese che hanno impiegato almeno un addetto temporaneo sono state circa centomila, contro le 87mila di due anni fa. La flessibilità dell’interim ha conquistato più aziende, si è fatta largo anche tra le piccole e medie imprese, che prima avevano esitato a utilizzarlo. Ed è cresciuta di più nel terziario che nell’industria, invertendo la tendenza iniziale del settore. Il numero di lavoratori è salito di quasi il 40 per cento. Molto, forse troppo rispetto al fatturato, secondo il presidente di Confinterim, Enzo Mattina. «Lo scarto tra i ricavi e le persone impiegate – sottolinea – dimostra che si è venduto male il servizio, che per ogni lavoratore il ricavo è stato minore. Così i margini si sono ulteriormente abbassati e i bilanci hanno generalmente utili minimi o addirittura perdite. Per quest’anno prevediamo una crescita dei ricavi del 20-25%: speriamo che questo divario si riduca». Mattina ribadisce i suoi timori per un settore a redditività ridotta. In qualche caso, ovviamente, le aziende stanno ancora scontando gli investimenti necessari per creare una rete capillare di agenzie in un paio d’anni. Ma il dato preoccupante rimane e Mattina torna a denunciare una politica dei prezzi aggressiva, al ribasso, con margini risicati o inesistenti, messa in campo da alcuni operatori pur di conquistare quote di mercato. E ribadisce la necessità di un mercato più maturo e con qualche attore in meno rispetto alle oltre settanta società autorizzate. «Ci sono già esempi di fusioni e acquisizioni e questa tendenza deve proseguire, per dare basi più solide al settore», dice Mattina. Il bilancio è comunque positivo. I lavoratori equivalenti tempo pieno sono saliti a 115mila, oltre 30mila in più rispetto al 2001. Ed è salita anche l’incidenza percentuale dell’interim sulla forza lavoro (da 0,4 a 0,57), mentre il rapporto con i lavoratori dipendenti è quasi doppio (1,1). Il lavoro temporaneo assicura oltre 1,6 miliardi di euro di contributi e altri 324 milioni di gettito Irpef: nel complesso, l’anno scorso sono stati distribuiti 2,2 miliardi di euro di stipendi netti e la spesa per la formazione da parte delle agenzie è stata di oltre 60 milioni di euro. Mattina rivendica queste cifre insieme con i risultati delle agenzie interinali, «che hanno gestito la flessiblità con risultati significativi e hanno contribuito a ridurre le forme di lavoro irregolare». Una visione che porta il presidente di Confinterim a rivendicare un ruolo di primo piano nella riforma del mercato del lavoro, destinata a essere varata dal Senato nei prossimi giorni. «L’interinale ha più di 3mila agenzie sul territorio con 8mila operatori in prima linea per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Nessuno meglio di noi può gestire la flessibilità legale con efficacia e con risultati misurabili per lavoratori e imprese». È un messaggio diretto al ministero del Welfare. Il giudizio sulla riforma nel complesso è positivo, con qualche riserva, per esempio sul lavoro a chiamata «che rischia di generare abusi nel Mezzogiorno». L’auspicio è che le norme siano «affinate con i decreti legislativi di attuazione». Con la nuova legge, le agenzie interinali perderanno il vincolo dell’esclusività e potranno operare nella mediazione tra domanda e offerta di lavoro. E in questo scenario per Mattina è indispensabile che la legge eviti di limitare le singole attività a soggetti unici: «Occorre dar vita a un operatore polifunzionale anche per combattere le forme di lavoro irregolare».
ALESSANDRO BALISTRI