L’interinale aspetta la ripresa

08/09/2003



      Sabato 06 Settembre 2003

      ITALIA-LAVORO




      L’interinale aspetta la ripresa
      più contratti per banche e grande distribuzione

      Il settore del lavoro temporaneo riparte dopo la pausa estiva: i segnali positivi arrivano dai servizi

      ALESSANDRO BALISTRI


      MILANO – Insieme a quello di negozi, supermercati e stabilimenti, a fine estate riparte l’attività delle agenzie interinali. E sulle vetrine con le offerte di lavoro ci sono i segnali di una ripresa timidissima, un piccolo beneficio che però non è per tutti. I servizi continuano a essere la parte più dinamica dell’economia mentre l’industria fatica, arranca e raramente chiede aiuto alle società di lavoro interinale. Ma il quadro rimane confuso e per capire quando arriverà la ripresa bisognerà aspettare ancora un po’. Per Adecco settembre è partito bene, con un 8% in più di avviamenti rispetto all’anno scorso. «Ci sono segnali di moderata ripresa – dice l’amministratore delegato, Carlo Scatturin – e molte aziende hanno aumentato il numero dei lavoratori richiesti». Sul campo si muovono, soprattutto, i servizi e la pubblica amministrazione, ultima arrivata tra i clienti e forse anche per questo motivo più vivace. Meno ottimista Manpower. «Nei primi sei mesi dell’anno – spiega l’amministratore delegato Jonas Prising – abbiamo registrato un aumento del 4% e siamo ancora su quei livelli. La ripresa non si vede e tutto lascia pensare che non arriverà neanche nel quarto trimestre». Non si può contare sulle grandi aziende e in particolare sulla metalmeccanica: «I servizi e le Pmi sono i più attivi». Nel panorama delle società interinali il giudizio cambia a secondo dei punti di vista. Piermario Donadoni, amministratore delegato di Metis, ha appena incontrato i responsabili di area: «L’impressione comune è che le richieste delle aziende stanno ripartendo più in fretta dell’anno scorso: il merito è soprattutto di banche, assicurazioni e compagnie telefoniche». Générale industrielle guarda la situazione dal punto di vista industriale. «Nella metalmeccanica piemontese, che poi coincide in gran parte con l’indotto Fiat, abbiamo una percezione positiva. E anche in Brianza succede la stessa cosa. In generale, cresciamo rispetto a un anno fa». Cresce anche la Quanta ma nei servizi: «Va bene la grande distribuzione mentre il manifatturiero, in particolare metalmeccanico, è fermo. Si è abbassata – spiegano dal quartier generale – la quota di contratti trasformati in rapporti a tempo indeterminato: è costante solo in Emilia e in Veneto». Questa tendenza è un indice dell’andamento di tutta l’economia. In più di un caso su tre, l’impiego interinale è la porta d’accesso a un lavoro definitivo, utilizzato come una prova dalle aziende che cercano personale. Per Umana è ancora presto per fare confronti dettagliati: «La tendenza dell’anno scorso è confermata – dice il presidente Luigi Brugnaro – anche se non c’è molto ottimismo tra le aziende. Non abbiamo subito contraccolpi: l’unica differenza è che quest’anno le chiusure delle fabbriche sono durate più del solito e quindi l’attività è partita più tardi». In ogni caso, il lavoro temporaneo rimane un’importante leva di flessibilità. «Sulla scia degli ultimi mesi – dice Michele Amoroso, amministratore di Gevi – anche a settembre c’è una buona vivacità nelle richieste, soprattutto dalle aziende di produzione e dal turismo».