L’Inps stringe sul sommerso

18/12/2002


              Mercoledí 18 Dicembre 2002

              NORME E TRIBUTI
              L’Inps stringe sul sommerso

              Previdenza - In 11 mesi scoperti 97.515 irregolari – Ma i lavoratori in nero sarebbero 3,5 milioni


              ROMA – Oltre 111mila irregolarità con il "marchio" del sommerso. Sono quelle accertate nei primi undici mesi del 2002 dall’Inps, che nella sua attività ispettiva ha individuato 97.515 lavoratori in nero e ha verificato altre 13.654 anomalie di altra natura. Ad annunciarlo è stato ieri il presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’ente, Aldo Smolizza, nel presentare il bilancio di previsione 2003 dell’Istituto. «In Italia – ha detto Smolizza – sono 3,5 milioni i lavoratori in nero nelle stime più ottimistiche»: regolarizzarne «almeno 1,5 milioni» bilancerebbe gli effetti del l’andamento negativo del l’economia. Quanto alle spesa per pensioni a carico dell’Inps nel 2003, dal bilancio di previsione emerge che «è stata valutata in 137.619 milioni di euro, con un incremento netto del 4,3% rispetto al 2002». A parte la situazione di "profondo rosso" dei fondi speciali (trasporti, telefonici ed elettrici), che assorbono oltre il 50% delle perdite del Fondo lavoratori dipendenti, Smolizza da detto che le uscite Inps per i prossimi dieci anni sono stabili rispetto al Pil: l’incidenza sarà del 10,38% nel 2003 contro il 10,43% dell’anno precedente (si veda «Il Sole-24 Ore» del 3 dicembre scorso). E ha aggiunto: «Sono convinto che avremo tranquillità da sfruttare per una riflessione attenta su quale riforma previdenziale fare». Ma lo stesso presidente del Civ ha anche fatto notare che il bilancio di previsione per il 2003 ha poco valore perché non tiene conto delle misure contenute nella Finanziaria e degli interventi legislativi successivi al 31 agosto 2002. Smolizza ha poi chiesto chiarezza al Governo sulla delega previdenziale all’esame della Camera, auspicando che la copertura del calo dei contributi che rischia di patire l’Inps per effetto della decontribuzione di 3-5 punti sui neoassunti sia garantita ricorrendo alla fiscalità generale «e non dall’Inps».
              Il lavoro nero.
              Tra gli oltre 97mila lavoratori in nero accertati nel periodo gennaio-novembre 2002, l’Inps ha individuato 430 cassintegrati, 1.058 pensionati, 391 minori, 313 gli studenti, 517 disoccupati iscritti al collocamento e 14.571 stranieri. In 771 casi l’Inps ha accertato lavoro in nero per un periodo superiore ai 60 mesi. Su 135.910 aziende visitate, il 55% non è risultato in regola (comprese le irregolarità diverse dal "nero"). Il totale dei contributi evasi ammonta a 564,82 milioni €. Smolizza ha anche fatto cenno alla fase di "emersione": «Sono 1.266 le aziende che hanno presentato domanda per la procedura automatica entro il termine ultimo del 30 novembre 2002: 776 già conosciute, 440 completamente nuove. Ma – ha aggiunto – ci aspettiamo una maggiore adesione all’iter dell’emersione secondo la procedura progressiva, giudicata più conveniente dalle imprese».
              I conti dell’Inps.
              Complessivamente, nel 2003, le prestazioni istituzionali del l’Inps «dovrebbero comportare una spesa di 156.531 milioni di euro con un incremento netto del 3,9% rispetto al 2002». Nel bilancio di previsione 2003, che però diventerà attendibile solo quando verrà apportata l’anno prossimo la prima nota di variazione, i trasferimenti dal bilancio dello Stato sono stati «iscritti in 61.061 milioni di euro con un incremento di 837 milioni rispetto al 2002». L’Inps ha anche valutato «il numero complessivo degli iscritti alle principali gestioni pensionistiche amministrate in 19,179 milioni, con un incremento del l’1,8% rispetto al 2002». Il numero delle nuove pensioni che verranno liquidate nel 2003 «è stato stimato in 699.821» con una riduzione dello 0,9% rispetto alla stima per il 2002. Molti di questi dati, però, dovrebbero essere modificati.
              MARCO ROGARI