L’Inps chiude il 2004 con un avanzo di 5 miliardi

14/07/2005
    giovedì 14 luglio 2005

      NORME E TRIBUTI – pagina 25

        PENSIONI • Il consiglio di amministrazione ha approvato ieri il bilancio consuntivo Crescita del 7% per le entrate degli iscritti

          L’Inps chiude il 2004 con un avanzo di 5 miliardi

          MARCO LIBELLI

            MILANO • Più di 5 miliardi di avanzo di esercizio. A sorpresa il bilancio 2004 dell’Inps, approvato ieri dal consiglio di amministrazione, si presenta con un ritorno a un attivo consistente, grazie all’incremento delle entrate contributive ma anche al positivo andamento del fondo principale, quello dei lavoratori dipendenti, che da solo ha portato oltre 2 miliardi di utile, dopo oltre un decennio di segni meno.

            È comunque, secondo il presidente dell’Inps, Gian Paolo Sassi, «un lavoro quotidiano che porta a risultati che speriamo siano confermati nel 2005».

            I numeri. Il consuntivo del rendiconto relativo allo scorso anno, che ora viene trasmesso per l’approvazione definitiva al Consiglio di indirizzo e vigilanza, mostra entrate contributive per quasi 114 miliardi, con un incremento di 7,7 miliardi (+ 7,3%) rispetto a oltre 106 miliardi dell’esercizio 2003.

              La crescita degli introiti, però, va a coprire, e non completamente, l’incremento di oltre 7,9 miliardi di prestazioni istituzionali, che passano dai 163,079 miliardi del consuntivo 2003 ai 171,042 miliardi del 2004, con un aumento del 4,9 per cento. In particolare, spiega una nota dell’Istituto, « la spesa per pensioni è risultata pari a 147.668 milioni di euro ( 141.612 milioni nel 2003), con un incremento di 6.056 milioni di euro (+ 4,3%) » .

              A questo aumento delle uscite corrisponde anche una diminuzione di apporti complessivi netti dello Stato, in termini finanziari di cassa, con un decremento di 3,039 miliardi di euro rispetto al consuntivo 2003 ( da 66,318 a 63,279 miliardi).

              Nonostante queste situazioni avverse, il bilancio dell’Inps si presenta sicuramente positivo, con un avanzo economico di esercizio di 5,264 miliardi di euro, per effetto del quale l’avanzo patrimoniale netto sale, al 31 dicembre 2004, a 22,248 miliardi.

              Le cause. Diversi sono i motivi dei buoni risultati. « Il primo dato— spiega Sassi — è l’aumento oggettivo dell’occupazione, e questo aumenta iscritti e contribuenti » ; sono stati infatti accertati 20.199.931 iscritti , circa 620mila in più del 2003, e sono essenzialmente lavoratori dipendenti.

                Ma un apporto molto consistente arriva anche dalla lotta all’evasione contributiva; nel 2004 sono stati effettuati 145.069 accertamenti, e il 74,6% ha riscontrato posizioni irregolari. « In questa consigliatura — afferma Sassi — c’è stato l’impegno unanime nella lotta ancora più decisa al sommerso e al lavoro nero » .

                Una delle cause del risultato positivo è anche la modifica delle aliquote Ivs, aumentate dello 0,2% per artigiani, commercianti e lavoratori agricoli e del 3,8% per i parasubordinati.

                E non sono da dimenticare i vantaggi legati al trasferimento degli immobili di proprietà dell’ente al Fip (Fondo immobili pubblici) e da una maggiore efficienza complessiva: «L’incidenza del costo della struttura è ancora diminuito — dice il presidente Inps — siamo allo 0,88% sul volume d’affari » .

                Tuttavia, una nota di merito non può non andare al Fondo dei lavoratori dipendenti che, dopo oltre 15 anni, per la prima volta mostra un segno positivo e per la ragguardevole cifra di oltre 2 miliardi di euro.

                Il futuro. Visti i buoni risultati, l’impegno dell’Inps continua sulla strada tracciata. « Per il 2005 — afferma Sassi — le linee strategiche sono indirizzate verso la costante attenzione al discorso dell’evasione; su questi temi l’impegno resta elevatissimo » .

                  Anche se la congiuntura dà qualche preoccupazione: « Stiamo pagando pensioni più alte — conclude il presidente — e fino al 2007 ci sarà un trend di aumento; a questa tendenza va aggiunto l’andamento delle prestazioni di sostegno al reddito, che sono in aumento, e dell’invalidità
                  civile, per la quale stiamo smaltendo l’arretrato».