L’inflazione si ferma al 2,8%

19/04/2001

Il Sole 24 ORE.com

Giovedì 19 Aprile 2001 
Italia-Economia



    L’Istat conferma per marzo le indicazioni delle città campione e la frenata rispetto al 3% di febbraio

    L’inflazione si ferma al 2,8%
    Incremento mensile dello 0,1% – Raffica di rincari per alberghi e bar
    Elio Pagnotta www.ilsole24ore.com/economia
    ROMA L’inflazione frena a marzo al 2,8 per cento. Confermate dunque le prime indicazioni. Secondo i dati definitivi diffusi ieri dall’Istat, in marzo l’indice Nic è salito a 115,1 (base 1995=100), con un aumento dello 0,1% appena rispetto a febbraio.
    Una variazione sensibilmente inferiore a quella del marzo dell’anno passato (+0,3%) e comunque sufficiente a raffreddare il tasso tendenziale, che dopo essere rimasto fermo sul 3% in gennaio e febbraio scende così al 2,8 per cento. Si abbassa anche il tasso medio, che si riduce al 2,6 per cento. Sempre in marzo, l’indice Foi (famiglie di operai e impiegati) è risultato pari a 114,5 (114,4 senza i tabacchi), con variazioni identiche a quelle dell’indice Nic tanto sotto il profilo congiunturale quanto sotto quello tendenziale. L’indice armonizzato Ue infine sale a quota 110,5, con un incremento mensile dello 0,3 per cento. Ma, per effetto delle sua diversa struttura (da esso vengono eliminate le voci più spiccatamente nazionali, come servizi sanitari e lotterie, proprio per consentire una migliore confrontabilità dei dati dei singoli membri dell’Ue), riesce a sua volta a limare il tasso tendenziale annuo al 2,6 per cento.
    L’inflazione, insomma, sembra assecondare le previsioni di rientro con un traguardo finale non oltre il 2,3% per il 2001. Ma il percorso appare sempre accidentato. In aprile, ad esempio, non basterà neanche una variazione mensile simile a quella di marzo a consentire una nuova frenata del tasso tendenziale: per effetto del confronto con il mese di aprile dell’anno passato (+0,1%), con un aumento mensile dello 0,1% non si discosterebbe l’inflazione resterebbe ancorata al 2,8 per cento. Le prime indicazioni arriveranno lunedì prossimo, il 23 aprile, quando dalle città campione — per la prima volta al gran completo nel 2001 — saranno rese note le rilevazioni sui prezzi al consumo in questo mese.
    In marzo intanto l’indice Nic ha fatto registrare l’aumento congiunturale più elevato per alberghi e pubblici esercizi (+0,5%), alimentari, bevande, abbigliamento e calzature (+0,3%). In ribasso, ancora una volta, le comunicazioni (un -0,1% dovuto alla telefonia). Trasporti, spese per la casa e spese per la salute sono aumentati dello 0,1%, mentre si sono fermate del tutto l’abitazione, le spese per il tempo libero e quelle per l’istruzione.
    Queste le variazioni su base annua (e cioè rispetto al marzo 2000) dei singoli capitoli: alimentazione +3,5%; bevande alcoliche e tabacchi +0,4%; abbigliamento +2,7%; abitazione, acqua, elettricità e combustibili +5,3%; spese per la casa +2,2%; spese per la salute +2,8%; trasporti +1,9%; comunicazioni -2,2%; ricreazione, spettacoli e cultura +3,2%; istruzione +3,4%; alberghi, ristoranti e pubblici esercizi +3,6%; altri beni e servizi +2,4 per cento. Sempre su base annua, i prezzi in marzo sono risultati più caldi a Venezia, Trieste e Bari (+3,3%), mentre è sempre Campobasso la città dove la dinamica dei prezzi è più fredda (+1,7%); il capoluogo molisano resta l’unica realtà con l’inflazione sotto il 2 per cento.
    Giovedì 19 Aprile 2001
 
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