L’inflazione rimane ferma all’1,9%

17/05/2005
    martedì 17 maggio 2005

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    Secondo i dati resi noti ieri dall’Istat, ad aprile l’aumento congiunturale è stato pari allo 0,2%.
    L’inflazione rimane ferma all’1,9%
    Nel secondo semestre rischio di un forte rialzo del caro-vita

      di Bruno Mastragostino

      Petrolio e tariffe spingono l’acceleratore dell’inflazione, ma prodotti alimentari e spese sanitarie azionano il freno rallentando la dinamica complessiva dei prezzi. Ad aprile, secondo quanto fa sapere l’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività è salito a 126,6 (base 1995=100), determinando un aumento congiunturale dello 0,2%; ciononostante il tasso tendenziale rimane fermo all’1,9%. La crescita media degli ultimi dodici mesi, rispetto ai dodici precedenti, è risultata invece pari a +2,1%. Insomma, il caro-vita, pur subendo attacchi dal costo dei derivati del petrolio e dalle tariffe, rimane immobile grazie al confronto favorevole con lo stesso periodo dello scorso anno quando l’inflazione cresceva in particolare per i prodotti alimentari. I problemi, almeno per quanto riguarda il confronto, arriveranno dopo giugno perché la seconda parte del 2004 ha visto un rallentamento del costo della vita. Se dunque permangono forti tensioni sui capitoli di spesa influenzati dal prezzo del greggio che non vuole scendere, come i trasporti o la casa, il rischio di vedere schizzare verso l’alto il caro-vita nel secondo semestre dell’anno è reale. Osservando i dati di aprile, si vede infatti che ´gli aumenti più marcati’ su base annua arrivano proprio dai capitoli relativi ad abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,8%) e dai trasporti (+4,2%), a cui si aggiunge quello delle bevande alcoliche e tabacchi (+5,5%) che sconta ancora gli aumenti delle sigarette. All’interno delle spese per l’abitazione, i combustibili liquidi sono saliti del 20% annuo, mentre nei trasporti i carburanti segnano un +11,7% tendenziale.

      Ma vediamo il dettaglio dei dati. Ad aprile, rispetto al mese precedente, sono risultati in forte rialzo l’abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,1%), i servizi ricettivi e di ristorazione (+0,6%) e i trasporti (+0,4%), mentre non hanno registrato alcuna variazione i mobili, articoli e servizi per la casa, l’istruzione e gli altri beni e servizi; unica diminuzione, come accade da tempo, quella delle comunicazioni (-0,6%). Su base annua i rincari maggiori sono stati rilevati nei tre capitoli già citati, mentre hanno avuto un calo le comunicazioni (-4,7%), le spese per la salute (-1,3%) e i prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,2%).

      Per quanto riguarda l’analisi territoriale, secondo l’Istat il costo della vita è mediamente cresciuto più al centronord e infatti le città capoluogo di regione dove, a livello congiunturale, i prezzi sono aumentati sopra la media sono state Perugia (+0,8%), Venezia, Firenze e Roma (tutte +0,5%), mentre a livello tendenziale gli incrementi più sensibili hanno riguardato le città di Aosta (+2,8%), Torino (+2,4%) e Napoli (+2,3%).

      L’Istat fornisce inoltre anche l’inflazione calcolata con l’indice armonizzato europeo che ha registrato una variazione mensile pari a +0,8% e annua del +2,2%. L’indice per le famiglie di operai e impiegati, nella versione senza tabacchi, utile per aggiornare l’assegno di separazione del coniuge, l’equo canone e i valori monetari in genere, è infine salito a 124,9 (base 1995=100) con un incremento congiunturale del +0,3% e tendenziale dell’1,7%.