«L´inflazione programmata non si tocca, rimane all’1,4%»

09/09/2002



          (Del 9/9/2002 Sezione: Economia Pag. 6)
          IL MINISTRO MARONI: SARA´ LA BASE PER TUTTI I PROSSIMI RINNOVI
          «L´inflazione programmata non si tocca, rimane all’1,4%»

          TORINO
          Per il ministro del Welfare, Roberto Maroni, non ci sono dubbi: «Nel 2003 il tasso d´inflazione programmato all´1,4 per cento non si tocca. Resterà inalterato e sarà posto come base per i prossimi rinnovi contrattuali. «Non lo correggeremo, perché nel biennio 2000-2001 lo scostamento ha raggiunto i 2 punti percentuali e nel prossimo, rispetto all´incremento atteso dei prezzi, sarà di circa 1 punto». Maroni arriva alla festa della Padania, in piazza Solferino a Torino, alle 21. Puntualissimo. Stringe centinaia di mani, accompagnato dal segretario e presidente del Consiglio del Piemonte, Roberto Cota, che, insieme con l´onorevole Mario Borghezio, lo presenta al popolo delle camicie verdi. Al quale il ministro annuncia senza mezzi termini, in polemica con la sinistra: «L´1,4 per cento di inflazione ipotizzata, non è né impossibile, né impraticabile rispetto alla bolla inflattiva determinata dall´euro». «Bolla che può e deve essere assorbita – insiste – visto che le ragioni della sua esistenza si concentrano in alcuni punti di inefficienza del sistema. L´impennata inflazionistica non è strutturale, quindi siamo in condizione di riassorbirla». Anzi, secondo Maroni, è possibile che nel corso del prossimo anno il carovita si attesti su percentuali inferiori a quelle previste. Peraltro, l´andamento dell´inflazione, secondo lo staff del ministro (al convegno Acli di Vallombrosa ne ha parlato il sottosegretario Maurizio Sacconi) «non è spalmato su tutti gli attori, ma si concentra sulla distribuzione, in particolare sui pubblici esercizi, e su alcune tariffe, ad esempio su quelle dei trasporti locali. È quindi necessario capire come si determina e dove si concentrerà la bolla inflattiva del prossimo anno». L´aumento dei prezzi, a giudizio di Maroni, non è generalizzato, quindi «si può pensare che sia congiunturale e non strutturale». Per i contratti di lavoro, sia pubblici, sia privati, si dovrà discutere sulla base dell´inflazione programmata, ossia sulla base dell´1,4 per cento. All´osservazione che i sindacati continuano ad essere scettici, che Angeletti della Uil parla di governo «affezionato ai propri errori» e che Pezzotta, dal fronte Cisl, conferma la necessità di rivedere l´inflazione programmata all´1,4 per cento per il 2003, il ministro risponde: «Cisl e Uil non hanno la stessa posizione sui contratti, tuttavia propongono un ragionamento sindacale, discutibile quanto si vuole, ma sindacale, e giustamente si adoperano per una distribuzione più equa del reddito e non a caso hanno presentato un diverso modello contrattuale, rispetto al quale la Cgil ha detto ancora no». Altro tema: il fisco. «A qualcuno, l´opposizione in Parlamento, potrà dispiacere, ma noi ridurremo le tasse a cominciare da quelle sui redditi più bassi e senza tagli per la spesa sociale». L´ha ribadito a Cernobbio il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, trovando in Roberto Maroni, dalla festa padana di Torino un attento interlocutore: «Tagli alla spesa sociale certamente non ci saranno – scandisce il ministro del Welfare in una delle piazze centrali di Torino attorniato dalla folla di camicie verdi -. Il Patto per l’Italia è stato redatto perché costituisse un vincolo per la manovra di bilancio, un impegno inderogabile, e, quindi, attorno a quei contenuti verrà costruita la manovra». Ancora rivolto alle forze sindacali: «A Cisl e Uil non piace il concordato, ma dovrebbero portare a casa un riduzione della pressione fiscale per le fasce più deboli del mondo del lavoro. Cofferati, invece non ne vuol sentir parlare porta avanti la logica Cgil di muoversi da sola, in splendido isolamento, rispetto alla rappresentanza sociale». Infine l´immigrazione, la legge Bossi-Fini. Il governo ha approvato il decreto sul lavoro subordinato dando via libera alla regolarizzazione degli extracomunitari senza permesso di soggiorno. Ma si parla già di correttivi per gli stagionali. Intorno a questa sorta di «sanatoria» imperversa la polemica, persino all´interno della Casa delle Libertà. Ma il ministro Maroni appare soddisfatto, nonostante la Lega abbia incassato la scelta di regolarizzare anche chi ha un contratto a tempo determinato da almeno un anno, punto sul quale Bossi pareva volesse tenere duro.
          Giuseppe Sangiorgio