L’inflazione precipita sotto il 2%

02/11/2006
    mercoled� 1 novembre 2006

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

      L’inflazione precipita sotto il 2%

        Prezzi in discesa all’1,8%, il livello pi� basso da 16 mesi. Ma i consumatori non ci credono

          di Laura Matteucci / Milano

          FRENATAFrenano i prezzi al consumo, calano sotto la soglia del 2% e contengono la crescita a un 1,8% tendenziale. La stima preliminare dell’Istat attesta il -0,1% in ottobre su base mensile. Era da giugno 2005 che l’indice non registrava una variazione cos� modesta. La riduzione deriva essenzialmente dai prezzi di energetici e sanitari, entrambi in calo. E, sempre grazie a prezzi energetici pi� contenuti, decelera l’inflazione in tutta la zona Ocse, con un calo tra agosto e settembre dello 0,1%.

          Ma torniamo all’Italia: il comparto energetico ha registrato ad ottobre una flessione del 2% rispetto a settembre, e un aumento annuale dell’1,4%, in netto rallentamento rispetto al +5,9% di settembre e agli incrementi in molti casi superiori al 10% registrati nei mesi precedenti. A diminuire � stata soprattutto la componente cosidetta non regolamentata, di cui i carburanti fanno parte: rispetto a settembre, il calo � stato del 4,2% e rispetto ad ottobre 2005 del 5%.

          Cos�, i prezzi della benzina sono diminuiti del 5,2% rispetto a settembre e del 7,5% rispetto a ottobre 2005; quelli del gasolio del 5,3% rispetto a settembre e del 7,1% su ottobre dell’anno scorso.

          Pi� in generale, il capitolo trasporti ha registrato un calo dell’1,1% rispetto a settembre e un aumento contenuto dello 0,6% rispetto ad ottobre dello scorso anno.

          Per la componente regolamentata (tariffe del gas e dell’energia elettrica), si sono invece registrati altri aumenti, sia su base mensile (+0,7%), sia su base annulae (+10,4%). Le tariffe energetiche, in particolare, hanno segnato un rincaro congiunturale dell’1,3% e tendenziale del 14%.

          Per i medicinali, l’Istat ha rilevato una diminuzione mensile del 3,3% e annuale del 6,9%.

          Un contributo inflazionistico � invece arrivato da alimentari e servizi. I primi hanno segnato un incremento del 2,7% su base annua e dello 0,2% su base congiunturale. I servizi, per quanto riguarda le spese per istruzione, hanno accusato una crescita del 2,3% annuale e dell’1,4% mensile.

          Ad oggi, il tasso di inflazione acquisito per il 2006, spiega l’Istat, risulterebbe pari al 2,1%. Ed � la stessa stima anche dell’Isae.

          Tutti dati che non temperano lo scetticismo di Confcommercio e consumatori, per i quali conviene essere prudenti e verificare se terminato l’effetto petrolio non ci sia una nuova ripresa dei prezzi al consumo.

          Adusbef e Federconsumatori tornano a dubitare dell’attendibilit� degli indicatori e ritengono opportuno che l’Istat diffonda anche dati inflattivi �legati ai redditi delle diverse fasce sociali dei cittadini�. Chiedono anche che �si faccia finalmente chiarezza su quanto avvenne nel 2002, al momento del cambio lira-euro, quando un intero scalone inflattivo non venne registrato, tanto che le trasciniamo ancora oggi�.

          Ancora qualche dato: gli incrementi tendenziali pi� elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+4,9%), Abitazione, acqua, elettricit� e combustibili (+4,6 %), Servizi ricettivi e di ristorazione e Altri beni e servizi (+2,8 %). Variazioni tendenziali negative nei capitoli Comunicazioni (-2,9%) e Servizi sanitari e spese per la salute (-1,2 %).

          Quanto agli aumenti congiunturali, quelli pi� significativi si sono verificati per i capitoli Istruzione (+1,4 %), Abbigliamento e calzature (+0,5%) e Comunicazioni (+0,4 %). Variazione nulla per Bevande alcoliche e tabacchi, negativa per Servizi sanitari e spese per la salute (-1,2 %), Trasporti (-1,1%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,8 %).