L´inflazione non abbassa la testa

30/09/2003

 

 martedì 30 settembre 2003
Pagina 39 – Economia
 
Crescono i prezzi dei prodotti alimentari, degli alcolici e si fa sentire anche l´effetto scuola
L´inflazione non abbassa la testa
L´Istat fissa il dato di settembre a quota 2,8 per cento
      Feder-alimentare: l´industria fa la sua parte nel calmierare i listini
      LUCIO CILLIS

      ROMA – Anche a settembre l´inflazione resta ancorata al 2,8%. La prima stima dell´Istat ha infatti smentito il rialzo al 2,9%, emerso dall´analisi dei prezzi nelle città campione di quindici giorni fa, e riportato le lancette del caro-vita ai livelli di agosto. Da record la crescita record tendenziale dei prezzi delle bevande alcoliche e dei tabacchi (+7,3%), di alimentari e bevande analcoliche (+4%), alberghi ristoranti e pubblici esercizi (+3,9%). In discesa, invece, le comunicazioni (a meno 0,5%).
      Rispetto ad agosto 2003 sono risultati in rapida salita i prezzi dell´istruzione legati all´apertura delle scuole (+1,1% in un solo mese), quelli delle comunicazioni (che arrestano il costante calo registrato fino ad oggi con un più 0,9%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,7%). Ma se l´inflazione si arresta al 2,8%, riprende la sua corsa quella calcolata secondo i criteri dettati da Eurostat. L´indice armonizzato, che comprende, al contrario del Nic (quello relativo all´intera collettività) e del Foi (famiglie di operai e impiegati) anche i prezzi che presentano riduzioni temporanee (sconti, saldi, vendite promozionali), a settembre ha registrato una variazione di più 0,8 rispetto al mese precedente e una di più 2,9 per cento rispetto allo stesso mese dell´anno precedente.
      Il tema delle dinamiche dei prezzi e dei rincari, è stato affrontato ieri da Federalimentare, che rappresenta nel nostro paese, il secondo comparto manifatturiero per importanza. Secondo il presidente della federazione che riunisce l´industria alimentare, Luigi Rossi di Montelera l´aumento dei prezzi all´origine dei prodotti alimentari, nei primi sei mesi dell´anno si è mantenuto al di sotto dell´inflazione: «Nel corso del 2003 ci sono state spallate sui prezzi alimentari – spiega Rossi di Montelera – ma queste non possono essere addebitate all´industria visto che sono rimaste al di sotto della corsa dei prezzi. Quindi – conclude – l´industria non può essere ritenuta responsabile, come alcune cifre diffuse nei giorni scorsi lasciavano intendere, degli aumenti dei prezzi che si sono registrati nel corso degli ultimi mesi sui prodotti alimentari di largo consumo…». Tutti gli aumenti, quindi, sottintende Federalimentare, vanno cercati altrove. Infine, si terrà domani al ministero delle Attività produttive la prima riunione operativa del Comitato tecnico per il monitoraggio dei prezzi dei beni di largo consumo.