L´inflazione frena in Europa ma rialza la testa in Italia

01/07/2004



giovedì 1 luglio 2004

Pagina 29 – Economia
 
 
L´indice dell´eurozona scende al 2,4% (2,5 a maggio). Stesso dato nel nostro Paese (2,3 un mese fa)
L´inflazione frena in Europa ma rialza la testa in Italia
Da oggi raffica di rincari, dalle autostrade all´elettricità

LUCIO CILLIS

ROMA – Inflazione al 2,4% in Italia e nell´Eurozona. Due dati che si incontrano anche se con tendenze inverse: nei Dodici i prezzi scendono dal 2,5% registrato a maggio al 2,4% della stima flash di Eurostat. Nel nostro paese, al contrario, risalgono pericolosamente dal 2,3% al 2,4%, spinti da caro-benzina, da alcolici e tabacchi e dai servizi. L´Istat, nella sua prima analisi provvisoria, ha infatti fissato al 2,4% l´inflazione di giugno, dopo un dato parziale, proveniente dalle città campione, vicino al 2,5%.
Gli incrementi tendenziali più elevati dell´indice Nic, quello relativo all´intera collettività, si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (cresciuti del 7,1% rispetto al giugno 2003), Trasporti (più 3,9%) Altri beni e servizi (più 3,1%) e Alberghi ristoranti e pubblici esercizi (che hanno contribuito alla crescita con un più 2,9% annuo). Unica variazione tendenziale negativa, come avviene ormai da anni, quella registrata nel capitolo Comunicazioni (-7,3%).
Gli aumenti congiunturali più importanti, si sono verificati per i capitoli Altri beni e servizi (più 0,8% "grazie" anche agli aumenti delle tariffe degli avvocati) e Trasporti (più 0,4%). Sia l´indice dei prezzi al consumo per l´intera collettività, sia quello armonizzato (usato per le statistiche a livello europeo) hanno così registrato a giugno un aumento dello 0,2% a livello mensile e del 2,4% su base tendenziale.
Un quadro che, a detta del ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, «è del tutto in linea con la media europea». Roberto Pinza, della Margherita si dice però «allibito davanti alle dichiarazioni del ministro che finge di non accorgersi che l´inflazione è tornata a crescere». Critiche dal Codacons, che accusa l´Istat di «correre in soccorso del governo». Polemici anche i sindacati: per Marigia Maulucci, segretario confederale della Cgil, i rincari di giugno «non sono che l´inizio di una tendenza rialzista alla quale si dovrebbe porre rimedio con il defiscalizzare il prezzo della benzina». E il segretario confederale della Cisl Raffaele Bonanni aggiunge che «sull´inflazione sono mesi che il governo fa orecchie da mercante» mentre dalla Uil Adriano Musi osserva che «si conferma purtroppo una politica disattenta all´impatto dell´inflazione». Non meno preoccupata la posizione di Confindustria che mette in guardia «dal pericolo di innescare la rincorsa prezzi-salari (la Cgil nei giorni scorsi ha chiesto di rivedere la politica dei salari "fermi da dieci anni", ndr) – che potrebbe frenare la ripresa».
Ma i rischi per una nuova corsa dei prezzi durante l´estate sono dietro l´angolo. Da oggi, infatti, scattano nuovi aumenti per la bolletta della luce (+1,2%, pari a 3,6 euro l´anno per una contratto tipo) e per i pedaggi sulla rete di Autostrade con rialzi medi del 2,26%. Una decisione, criticata aspramente dai consumatori dell´Adiconsum che accusano la società «di occupare una posizione dominante nel settore».