L’inflazione ferma all’1,5%

14/06/2007
    giovedì 14 giugno 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    L’inflazione ferma all’1,5%

      L’Istat rivede al ribasso le stime di maggio
      Prezzi in aumento per alimentari e bevande

        Milano

        Inflazione stabile all’1,5% a maggio. L’Istat ha rivisto al ribasso le stime preliminari di un decimo di punto: il mese scorso i prezzi sono saliti dello 0,3% su base congiunturale e dell’1,5% sull’anno. Le città più care sono Palermo, Genova e Campobasso. I settori con i maggiori rialzi quelli dei mobili, dei servizi per la casa e dei trasporti.

        Calano i prezzi della benzina verde: in maggio sono scesi del 2,7% rispetto allo stesso mese del 2006. L’inflazione al netto degli energetici è stata pari in maggio all’1,7%, in lieve aumento rispetto all’1,6% registrato in aprile.

        Nel settore dei beni energetici a maggio i prezzi sono aumentati dell’1% rispetto ad aprile.

        In calo biglietti aerei e benzina, ma ristoranti e servizi ricettivi aumentano, così come alimentari e bevande. Se spostarsi a maggio è costato meno, con i biglietti aerei calati su base annua del 7,2%, e la verde in flessione, ristoranti e busta della spesa sono saliti: i prodotti alimentari e le bevande alcoliche sono saliti del 2,7%, le bevande alcoliche e i tabacchi del 4,4%. In aumento anche i servizi ricettivi e di ristorazione (+2,6%).

        Forte flessione delle tariffe telefoniche, calate dell’8,1% su base tendenziale, e del gasolio da autotrazione (-6,1%).

        Per il ministro allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani i dati indicano che «l’inflazione è sotto controllo e che anche una limatura, un aggiustamento indicano una direzione di marcia molto importante». Soprattutto perchè «sta andando meglio della media Ue».

        Federconsumatori e Adusbef non concordano. «Dichiarando la riduzione del prezzo della benzina, l’Istat ha toccato il fondo», dicono anzi le associazioni. «Le rilevazioni Istat – denunciano in una nota – si basano su un paniere non corrispondente alle mutate condizioni di vita dei cittadini». Per far luce sulla situazione, i consumatori, oltre a proseguire nell’azione di denuncia delle «manovre speculative delle compagnie petrolifere», chiedono che il governo avvii una «seria analisi sul funzionamento dell’Istat e sui meccanismi di calcolo utilizzati per le rilevazioni».