L’inflazione fa i conti con i saldi

25/02/2002





Congiuntura – L’Istat ha recepito le direttive della Ue per l’indice armonizzato
L’inflazione fa i conti con i saldi
Confermato il tasso annuo del 2,4% a gennaio
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – Nelle stime sull’inflazione debuttano saldi e sconti, per quanto le stime dell’indice armonizzato Ue, in base alle direttive di Bruxelles. Intanto l’Istat ha confermato ieri che a gennaio il tasso tendenziale � rimasto bloccato al 2,4% come indicato dalle grandi citt� e dalle prestime dell’Istat stesso. Rispetto a dicembre il costo della vita � salito dello 0,5%, un aumento di mezzo punto percentuale che non si verificava da oltre sei anni. L’impatto del changeover si � quindi fatto sentire. E al debutto dell’euro si sono sommate le conseguenze del maltempo, che hanno provocato i rincari degli alimentari. Questi in dettaglio i dati. Secondo l’Istat l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivit� (Nic) � salito a quota 117,4 (base 1995=100), +0,5% nei confronti del mese precedente. Il tasso tendenziale annuo resta quindi inchiodato sul 2,4% per il terzo mese consecutivo, mentre il tasso medio si porta al 2,7%, una variazione nettamente superiore all’obiettivo finale del 2002. Sempre in gennaio, l’indice Foi (famiglie di operai e impiegati) � risultato pari a 116,6 con un aumento dello 0,4% rispetto a dicembre (2,3% su base annua), mentre l’indice armonizzato Ue, che tiene conto – come indicano le direttive comunitarie – di sconti, saldi e vendite promozionali non ha fatto segnare alcuna variazione, con un tasso annuo del 2,4 per cento. In febbraio, come hanno fatto intendere i dati delle grandi citt�, la variazione mensile � stata ancora una volta pari allo 0,5%, con una risalita del tasso annuo al 2,5/2,6%, mentre in marzo sarebbe necessario un completo stop dei prezzi per consentire al tasso tendenziale di scendere. In gennaio intanto l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettivit� ha messo a segno l’ennesima diminuzione per i trasporti e le comunicazioni, scesi entrambi dello 0,3%, e soprattutto per le bevande, diminuite dello 0,4 per cento. In forte aumento le spese per la salute (+1,3%) e i listini dei pubblici esercizi (+1,3%). Ma rincari non molto pi� contenuti accusano anche gli alimentari (+1,1% a casusa dell’ondata di maltempo) e le spese per il tempo libero (+1,1%). L’abbigliamento +0,1% nonostante i saldi. Queste le variazioni su base annua (e cio� rispetto al gennaio 2001) dei singoli capitoli: alimentazione +4,9%; bevande alcoliche e tabacchi +3,3%; abbigliamento +2,9%; abitazione, acqua, elettricit� e combustibili -0,1%; spese per la casa +1,9%; spese per la salute +1,9%; trasporti +0,4%; comunicazioni -1,6%; ricreazione, spettacoli e cultura +2,8%; istruzione +2,9%; alberghi, ristoranti e pubblici esercizi +4,6%; altri beni e servizi +3,2 per cento. Su base annua, in gennaio l’inflazione � risultata pi� calda a Trieste (+3,2%), Ancona e Napoli (+3%), mentre il dato pi� basso si segnala ad Aosta (+1,3%) e Campobasso (+1,6%). Il ministro delle Attivit� produttive Antonio Marzano ha ridimensionato l’allarme inflazione dopo il rialzo di febbraio. �I dati sono in linea con quelli del mese precedente – spiega Marzano -. Dopo febbraio l’inflazione scender� e quindi � prevedibile che si realizzer� l’obiettivo 2002� all’1,7 per cento. Intanto non si placano le polemiche. Adiconsum, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori contestano l’ottimismo di Marzano e sollecitano al Governo il recupero del fiscal-drag e del caro-changeover con un bonus di mille € a famiglia.
Elio Pagnotta

Sabato 23 Febbraio 2002