L´inflazione europea frena all´1,9%

03/06/2003

martedì 3 giugno 2003
 
 
Pagina 4 – Economia
 
 
ECONOMIA IN CRISI
L´inflazione europea frena all´1,9%

Pressing sulla Bce per i tassi, ma Solbes difende la linea Duisenberg
          Giovedì ci sarà la riunione della Banca centrale che potrebbe intervenire sul costo del denaro
          Il Commissario Ue: "La politica monetaria mi sembra adeguata alla situazione corrente"
          Qualcuno parla di un taglio dell´1%, ma difficilmente sarà sopra 0,25 punti base

          FABIO MASSIMO SIGNORETTI

          ROMA – L´inflazione di Eurolandia continua a calare e crescono le attese per un taglio dei tassi d´interesse europei da parte della Bce, il cui comitato direttivo si riunisce giovedì.
          Secondo la stima-flash dell´andamento dei prezzi nell´area euro pubblicato ieri da Eurostat, l´inflazione a maggio è scesa all´1,9% dal 2,1% di aprile (un dato lontano da quello dell´inflazione italiana, indicata ad aprile al 3% contro il 2,1% medio di Eurolandia). Un calo previsto dai mercati e dagli analisti e che potrebbe spingere finalmente la Bce, che basa la propria politica monetaria su un tetto di inflazione al 2%, ad abbassare i tassi. E´ vero che il dato non è ancora ufficiale, ma la stima-flash, da quando è stata introdotta, non ha praticamente mai tradito: i dati sono stati confermati in modo esatto per 14 volte, otto volte hanno subito una correzione dello 0,1% e due volte dello 0,2%. E la conferma di una discesa dell´inflazione di Eurolandia sotto il tetto del 2%, completerebbe la serie di condizioni necessarie per un allentamento della politica monetaria da parte della Bce: infatti, l´euro continua a essere molto forte nei confronti del dollaro, migliorando i conti della bolletta petrolifera ma penalizzando l´export di prodotti europei, e l´economia resta debole, così come la fiducia di imprese e famiglie, che non decolla nonostante la fine della guerra in Iraq e la possibile schiarita tra israeliani e palestinesi.
          Sia in Europa che negli Stati Uniti, del resto, questa volta ci si attende un taglio dei tassi da parte della Bce, anche se c´è qualche distinguo. Il presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, al G8 di Evian ha detto che il rasserenamento del quadro «aiuterà le decisioni della Banca Centrale europea che tratterà nel modo più sereno e armonico possibile le necessità del momento», invitando indirettamente i banchieri centrali di Francoforte a tagliare. Il commissario Ue per gli Affari economici e monetari, Pedro Solbes, invece appare più cauto. «La politica monetaria europea – ha detto in un´intervista al quotidiano francese Liberation – mi pare adeguata alla situazione corrente. I tassi d´interesse nominali sul breve periodo sono a livelli storicamente bassi, così come anche i tassi a lungo termine. Inoltre, tenendo conto dei deficit di bilancio esistenti, non possiamo dire che le politiche fiscali siano restrittive». E la situazione dei conti dei paesi di Eurolandia, gli sforzi anti-deficit e la richiesta di maggiori sacrifici alla Francia, sono stati al centro ieri a Lussemburgo della riunione dei ministri economici dell´Eurogruppo.
          In ogni caso, in un´intervista alla stampa tedesca, il vicepresidente della Bce, Lucas Papademos, ha lasciato aperta più d´una porta ad un possibile taglio dei tassi, affermando che se continua il calo dei prezzi del petrolio, l´apprezzamento dell´euro, la debole crescita dell´economia e la discesa dell´inflazione, «si possono creare margini di manovra per la politica monetaria».
          I politici europei, a caccia di qualsiasi cosa che possa favorire una ripresa economica, punterebbero ad un calo dei tassi europei, attualmente al 2,5%, addirittura di un punto percentuale. Secondo molti analisti, però, difficilmente la Bce li accontenterà e il taglio sarà limitato a 25 punti base, anche se altri esperti non sarebbero sorpresi da una sforbiciata di mezzo punto. Di più è quasi non lecito attendersi, avvertono.
          Il giorno della verità sarà giovedì, quando i banchieri centrali europei guidata da Wim Duisenberg si riuniranno a Francoforte. E se terranno conto della discesa dell´inflazione sotto il 2% in Eurolandia a maggio, dovrebbero varare il secondo taglio dei tassi del 2003, dopo quello del 6 marzo scorso, alla vigilia della guerra in Iraq. In quell´occasione la Bce decise di tagliare di un quarto di punto percentuale il tasso guida in Eurolandia: una decisione che deluse le attese degli analisti che speravano in un comportamento più coraggioso da parte della banca di Francoforte.