«L´inflazione da euro è solo immaginaria»

31/01/2003





      SECONDO UN´INDAGINE ISAE E´ INFATTI DOVUTA A CALCOLI MENTALI IMPRECISI
      «L´inflazione da euro è solo immaginaria»
      Quest’anno prevista una crescita del Pil dell’1,5%
      e un deficit al 2%. Nel 2004 manovra da 21 miliardi

      31/1/2003

      ROMA
      Conta e riconta, gli economisti dell´Isae sono proprio sicuri che un forte aumento dei prezzi con l´euro i cittadini dei 12 Paesi se lo sono tutti, collettivamente, immaginato; e gli italiani nemmeno più di altri, ché anzi i più cupi nel temere di aver perso potere d´acquisto sono olandesi e tedeschi. Una ipotesi di spiegazione emerge: dipende dai calcoli mentali semplificati, imprecisi, che tutti abbiamo fatto. Il rapporto trimestrale dell´Isae, istituto pubblico di studi economici, insieme con molte previsioni (per quest´anno crescita economica all´1,5%, disoccupazione invariata, deficit pubblico al 2%) contiene anche una analisi originale di ciò che è accaduto con il cambio della moneta. Frutta, verdura e benzina, come si sa, sono documentatamente rincarate. A parte questo, quanto ha inciso l´arrotondamento al rialzo? L´altro giorno il governatore della Banca d´Italia Antonio Fazio ha parlato di «poco più di mezzo punto percentuale» di aumento del costo della vita. Ma all´Isae sono più ottimisti: scomponendo il «paniere» del costo della vita, i prodotti a basso prezzo, dove l´arrotondamento inciderebbe di più, hanno pesato per appena 5 centesimi di punto; e anche togliendo dall´indice i prodotti i cui prezzi sono cresciuti più velocemente che nel 2001, l´effetto è di circa un decimo di punto. E allora perché una buona parte dei trecento milioni di cittadini dei 12 Paesi euro è convinta che con la nuova moneta i prezzi siano molto saliti? Una possibile spiegazione, secondo l´Isae, è nei calcoli semplificati che ciascuno mentalmente fa, di fronte a un prezzo espresso nella nuova moneta. Guarda caso, i meno preoccupati dell´inflazione da euro sono i portoghesi, il cui escudo si è cambiato a un rapporto molto semplice, quasi preciso, 200,482. Lì, moltiplicando per 200 una cifra in euro si ottiene una cifra in escudos con una approssimazione notevole. Mentre gli italiani, moltiplicando per duemila come si fa per rapidità, tendono a sopravvalutare un prezzo in euro del 3,29%. Considerando tutti e 12 i Paesi, i ricercatori dell´Isae hanno trovato una correlazione significativa tra l´impressione di rincari e gli errori risultanti dal calcolo semplificato. Nell´analisi presentata ieri dalla presidente dell´Isae, Fiorella Kostoris Padoa-Schioppa, l´inflazione italiana continua tuttavia a dare qualche preoccupazione: perché anche quest´anno, al 2,2%, sarà superiore di circa quattro decimi alla media dell´area euro. Il ritmo di aumento calerebbe gradualmente nel corso dell´anno, per poi risalire un poco nel corso del 2004 che chiuderebbe con un 2% in media annua. Secondo l´istituto nel 2004 quindi servirà una manovra da 21,2 miliardi di euro. Quanto alle altre grandi cifre dell´economia, l´istituto prevede per l´anno appena iniziato una crescita all´1,5%, più bassa del 2,3% che ancora compare nei documenti del governo, ma più alta delle cifre correnti tra gli osservatori internazionali (1,2-1,3%). Tutto questo naturalmente vale nell´ipotesi principale sullo scenario mondiale, ossia di guerra breve in Iraq senza distruzione di pozzi petroliferi, con greggio in discesa verso i 25 dollari il barile nella seconda metà dell´anno. In una ipotesi intermedia, con shock petrolifero da guerra che facesse salire il prezzo del barile oltre i 40 dollari per tre o quattro mesi, la crescita italiana nel 2003 si ridurrebbe di due-tre decimi di punto; nella peggiore, con l´aggiunta di nuovi attacchi terroristici e di nuovi crolli delle Borse, si avrebbero 7-8 decimi in meno. Non quantificati sono gli effetti dell´ipotesi-catastrofe, con chiusura dei pozzi sauditi e greggio a 80 dollari. Sulla finanza pubblica al contrario le previsioni dell´Isae sono rassicuranti. Contrariamente a Fazio, Fiorella Kostoris non vede una tendenza all´aumento della spesa pubblica corrente; contrariamente alla Commissione europea, non vede un rischio di sfondare il 3% di deficit, la soglia di Maastricht, nel 2004. Il deficit risulterebbe del 2,3% per il 2002, del 2% quest´anno e il 2,8% tendenziale dell´anno prossimo potrebbe essere ridotto dal governo all´1,2% anche con uso di una tantum. Un´altra previsione è che la Bce ribassi il costo del denaro «tra marzo e aprile» dall´attuale 2,75% al 2,25%.

      Stefano Lepri