«L´inflazione brucerà tutte le tredicesime»

25/11/2002





(Del 24/11/2002 Sezione: Economia Pag. 17)
ALLARME DEI CONSUMATORI
«L´inflazione brucerà tutte le tredicesime»

              ROMA
              Gli italiani intascheranno 30 miliardi di euro, circa 58.160 miliardi di vecchie lire, con le prime tredicesime in euro. Ma il Natale 2002 non sarà tanto dolce: il potere d’acquisto delle famiglie è stato falcidiato dall’inflazione, costata negli ultimi 12 mesi ben 1.500 euro per i nuclei familiari che hanno una spesa medi di 26.400 euro all’anno, lasciando gli italiani alle prese con un carovita fra i più elevati d’Europa. Sul banco degli imputati, soprattutto, prezzi e tariffe dei servizi bancari e assicurativi e poi gas metano, gasolio da riscaldamento, energia elettrica e benzina. L’Intesa Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) si dichiara preoccupata: «l’inerzia e l’eccessivo ottimismo del Governo e dei ministri economici – afferma in una nota – che non hanno adottato strumenti idonei per salvaguardare i consumatori da aumenti ed arrotondamenti e non hanno neppure attuato quelle riforme minime ed a costo zero per l’erario, come quella sull’Rc Auto e sui mutui cosiddetti agevolati, renderanno il Natale degli italiani amaro». A tutela delle tasche degli italiani, l’Intesa propone di calmierare prezzi e tariffe anche con accordi con i commercianti, come l’iniziativa «Prezzo amico» rinnovata venerdì con la Confesercenti che ha congelato, per oltre 70.000 esercenti aderenti, 50 prodotti di largo consumo. Contro il caro prezzi, l’Intesa comunicatori non esclude comunque la possibilità di indire un terzo sciopero della spesa nel caso in cui il Governo «non adotti provvedimenti urgenti» ed un «boicottaggio verso le imprese peggiori che speculano sulla pelle dei cittadini». L’Intesa però, dall’altro canto, invita i consumatori, ad orientare i propri acquisti, «effettuando spese utili, rifuggendo dalle mode imposte dalle campagne pubblicitarie, che spesso cercano di rifilare al popolo degli utenti prodotti costosi, probabilmente inutili come i telefonini di terza generazione, certamente inadatti e non necessari in una fase congiunturale sfavorevole e dura come l’attuale». Calcolate per categorie, le tredicesime andranno in primo luogo ai pensionati per 9,03 miliardi di euro (17.500 miliardi di vecchie lire), seguiti dai dipendenti pubblici (7,8 miliardi di euro), da quelli del terziario (6,6 miliardi di euro) e dell’industria (6,2 miliardi di euro).