L’inflazione balza al 3,1% in aprile

24/04/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Nelle città campione i prezzi crescono dello 0,4% rispetto a marzo – Pesano soprattutto le tariffe Rc-auto, i tabacchi e l’alimentare

    L’inflazione balza al 3,1% in aprile
    Visco: «Non c’è motivo di preoccupazione» – Marzano: rischi per il lavoro, i consumi e la crescita

    Vincenzo Chierchia www.ilsole24ore.com/economia

    MILANO Ad aprile l’inflazione, a sorpresa, torna ad accelerare la marcia e, secondo i dati dalle città campione, si avvia a toccare quota 3,1% (il valore più alto dall’agosto ’96) dal 2,8% segnato a marzo, a seguito di un aumento dei prezzi al consumo intorno allo 0,4% sui base mensile. Le aspettative degli analisti erano orientate su una crescita congiunturale dello 0,2% e su un tasso tendenziale in lieve risalita al 2,9 per cento.
    L’incremento congiunturale più alto è stato registrato a Perugia (+0,7%), seguita da Bari (+0,6%), Firenze, Bologna, Palermo, Trieste, Milano e Torino (+0,4%). A Genova, Venezia, Napoli e Ancona l’aumento mensile dei prezzi è stato pari a allo 0,3 per cento. A Bari i prezzi più caldi, a Palermo i più freddi: nel capoluogo pugliese si registra la variazione tendenziale più elevata, pari al 3,9%, con un balzo di 6 decimi di punto rispetto a marzo (+3,3%). In fondo alla classifica Palermo che si ferma al 2,7%, contro il 2,5% di marzo. Dopo Bari, le città dove i prezzi aumentano di più sono: Trieste (+3,6%), Venezia e Ancona (+3,3%), Bologna e Napoli (+3,1%), Genova (+3,0%). Sotto la soglia del 3%, oltre a Palermo, restano solo Milano (+2,9%) e Perugia (+2,8%).
    Si tratta comunque di un risultato la cui portata è tutta da valutare; secondo l’Unioncamere, ad esempio, da maggio l’inflazione dovrebbe frenare per chiudere intorno al 2% a fine anno. A dare una spinta ai prezzi hanno concorso varie cause in aprile: l’aumento dei carburanti, determinato soprattutto dal caro-dollaro, poiché il greggio si è mantenuto sostanzialmente stabile, e i primi rincari delle tariffe Rc-auto dopo la fine del blocco deciso dal Governo. Sul banco degli imputati anche gli "aumenti" delle sigarette. Continuano inoltre a crescere i prezzi degli alimentari, mentre le spese sostenute dagli italiani per il cambio di stagione hanno fatto lievitare i prezzi di abbigliamento e calzature. Restano ancora in tensione anche i prezzi praticati nei pubblici esercizi (hotel e ristoranti), e gli affitti. Frenano invece ancora i listini delle telecomunicazioni, che calano su base annua attorno al 2% quasi in tutte le città.
    Secondo il ministro del Tesoro, Vincenzo Visco, «non c’è motivo di essere particolarmente preoccupati». Tutto «dipende dalle tariffe Rc-auto e dall’aumento delle sigarette — aggiunge —. Si tratterebbe di un effetto una tantum che sarà riassorbito». Una analisi condivisa dal ministro delle Finanze, Ottaviano del Turco. Tutta colpa dell’Rc-auto anche per il responsabile dell’Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio. Il presidente ds, Massimo D’Alema, invita a mantenere l’attenzione sulla dinamica dei prezzi, ricordando peraltro l’impegno profuso dal Governo sul fronte delle tariffe.
    Pesanti le bordate dell’opposizione. I dati di aprile sull’inflazione confermano «la perdita di competitività del nostro Paese che deve fare i conti con costi aggiuntivi e impropri» denuncia Antonio Marzano, economista di Forza Italia, sottolineando che sul dato pesa anche «il deprezzamento dell’euro». Secondo Marzano, si «complicano le trattative sindacali per i rinnovi contrattuali e, la riduzione del potere d’acquisto reale delle famiglie, può ripercuotersi sui consumi e quindi sulla crescita. Il Governo sta cercando di deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri problemi del Paese».
    Mancano politiche «che contrastino realmente l’inflazione» ribatte la Confcommercio: siamo di fronte a «un problema tutt’altro che risolto e che va affrontato con terapie più efficaci di quelle fino a oggi adottate».
    Intervenire con forza per centrare l’obiettivo 2001 sui prezzi: è quanto chiede al Governo la Confesercenti. È sempre più difficile realizzare l’obiettivo programmato dal Governo per l’anno in corso: «Occorre dunque — afferma la Confesercenti — un forte impegno per recuperare gli effetti congiunturali del caro-prezzi, e soprattutto per controllare quella quota di inflazione importata, fortemente legata alle oscillazioni dell’ euro».
    Martedì 24 Aprile 2001
 
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