L’inflazione accelera all’1,9% in febbraio

02/03/2007
    venerdì 2 marzo 2007

    Pagina 15 – Economia

    L’inflazione accelera all’1,9% in febbraio

      Tabacchi, treni, prodotti energetici guidano i rincari.
      I sindacati: tutelare i salari

        di Laura Matteucci / Milano

        ANDAMENTO LENTO Prezzi sotto controllo anche a febbraio, nonostante l’aumento dell’aliquota sui tabacchi e grazie anche a un impatto minore del previsto dell’aumento dell’Iva in Germania. Il rialzo comunque c’è stato: l’inflazione aumenta dello 0,4% rispetto a gennaio e dell’ 1,9 rispetto allo stesso mese del 2006. Questa la stima provvisoria dell’Istat. La benzina scende dell’1,2%, il gasolio del 2,4% su mese. Ma le tariffe dei prodotti energetici regolamentati volano, trainando il capitolo casa. Più caro anche spostarsi in treno, mangiare al ristorante e al bar e riparare l’auto.

        A spingere i prezzi, insomma, sono i servizi, che salgono dello 0,6% rispetto a gennaio e del 2,4% rispetto a febbraio 2006. In particolare, rispetto all’anno scorso, le tariffe dei treni sono salite del 6,6%, i ristoranti e i bar del 3,1%, i servizi di riparazione dei mezzi di trasporto del 3,9% e i servizi medici del 3,4%. In calo, invece, i servizi di telefonia (- 0,6% su mese e – 0,8% su anno).

        Una situazione non allarmante, ma che va tenuta «sotto controllo», come dice la segretaria confederale Cgil Marigia Maulucci, per evitare un’erosione delle retribuzioni. «Bisogna che il governo convochi il tavolo su politica dei redditi, produttività e competitività, perchè il rialzo alla lunga – continua – potrebbe danneggiare il potere d’acquisto». Utile, quindi, monitorare l’andamento dei prezzi: data la crescita in atto e stimata per il futuro l’aumento dell’inflazione è normale. Attenzione, però: «Bisogna mantenere un equilibrio – sottolinea Maulucci – per non renderla dannosa alle retribuzioni». Secondo Maulucci, bisognerebbe quindi «raccogliere l’invito della Ue per un necessario livello di sostegno alle retribuzioni».

        Confcommercio ricorda che le cause della crescita «sono da ascriversi a settori che non riguardano operatori che agiscono secondo regole di mercato», con riferimento ad alcolici e tabacchi, servizi sanitari e spese per la salute.

        Guardando nel dettaglio, infatti, gli aumenti congiunturali più significativi sono proprio quelli del capitolo alcolici e tabacchi (+1,9% mensile, + 4,6% su base annua), servizi sanitari e spese per la salute (+1%) e mobili, articoli e servizi per la casa (+0,7%). Su base annua, in aumento abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,4%), alimentari e analcolici, servizi ricettivi, di ristorazione e altri (+2,4% per tutti e tre i capitoli). I prodotti energetici, in particolare, scendono dello 0,7% congiunturale, mentre su base tendenziale restano in aumento dell’1,3%.