L´inflazione abbassa la testa

23/10/2003

 

giovedì 23 ottobre 2003 
Pagina 5 – Economia
 
 
L´inflazione abbassa la testa
Grazie a benzina e trasporti la corsa dei prezzi frena al 2,6%
          I dati dei Comuni riportano l´indice al livello segnato a febbraio
          LUISA GRION

          ROMA – Alla fine è diminuita: se le indicazioni provenienti dalle città campione saranno confermate dall´Istat l´inflazione d´ottobre chiuderà al 2,6 per cento contro il 2,8 di settembre. Un´inversione di tendenza decisa, ma che non convince e non fa cantare vittoria. Per due motivi: perché il dato italiano resta ancorato ad una media superiore a quella europea e perché il «successo» di quest´ultimo mese è legato in buona parte alla riduzione del prezzo della benzina. Che per definizione «fluttua».
          Comunque sia il dato è risultato superiore alle attese – anche perché attesta il costo della vita ad una percentuale che non si vedeva dal febbraio di quest´anno – e più o meno tutti hanno provato ad attribuirsene il merito. I commercianti ci hanno visto una prova della loro innocenza, i consumatori un riconoscimento alla loro capacità di creare «tensione» sul caso; gli industriali la dimostrazione che la «moral suasion» messa in atto dal governo ha funzionato.
          I numeri però assegnano il merito della riduzione del costo della vita a cinque settori in particolare: la benzina – che nell´ultimo mese è scesa del 3,3 per cento – ma anche l´energia, le comunicazioni e i trasporti e alberghi. Ancora in crescita sono invece risultati i prezzi di ristoranti, scarpe e libri scolastici e affitti che – nel peso della voce «casa» – hanno controbilanciato il calo delle tariffe elettriche in vigore da ottobre. Quanto agli alimentari la tensione è scesa, ma non troppo. Secondo gli esperti l´ortofrutta non si è ancora liberata dagli effetti legati alla siccità della scorsa estate.
          Ma anche se l´Isae ha previsto che, al netto dei fattori stagionali, il dato di ottobre si fermerà al 2,3 per cento e quindi condurrà ad una inflazione su base annua pari al 2,7, l´allerta resta. Quel 2,6 per cento infatti non convince né consumatori, né commercianti. I primi temono che – visto il peso della voce benzina – il ribasso di ottobre non sia stabile. «Se il petrolio dovesse di nuovo aumentare saremmo da capo a dodici» ha detto Rosario Trefiletti della Federconsumatori «servono invece iniziative strutturali, come la modernizzazione dei settori a tariffa, dall´elettricità al gas, la modernizzazione del commercio e la promozione di accordi fra catena produttiva e distributiva». Ai commercianti di Billè invece il dato non fa dimenticare lo spauracchio della stagnazione, né lo ritengono sufficiente a far ripartire l´economia. «Il problema non deve essere solo quello del contenimento dei prezzi – dice la Confcommercio – ma anche quello della riduzione dei costi per le imprese e del recupero del potere d´acquisto per le famiglie». Il rimedio suggerito è sempre lo stesso: il taglio delle tasse.