Linee Guida OCSE per le multinazionali, edizione 2011

Pubblicato il testo italiano delle nuove Linee Guida OCSE per le multinazionali
Politiche globali

E’ stato tradotto in italiano, a cura del Punto di Contatto Nazionale (PCN), l’aggiornamento delle “Linee Guida OCSE per le imprese multinazionali. Condotta responsabile delle imprese nel contesto globale” (vedi testo allegato) approvato nel maggio scorso.

L’aggiornamento è stato il frutto di un lungo processo di consultazione non solo tra i governi dei 34 paesi membri dell’OCSE e degli 8 paesi non componenti l’organizzazione che aderiscono alle linee guida (Argentina, Brasile, Egitto, Lettonia, Lituania, Marocco, Perù e Romania), ma anche del confronto con i comitati consultivi degli imprenditori (BIAC), dei sindacati (TUAC) e della società civile (OECD Watch).

Il TUAC (comitato consultivo sindacale, composto da 58 organizzazioni sindacali dei paesi membri), nel suo giudizio sull’esito della revisione e aggiornamento delle Linee Guida, ha sottolineato gli aspetti positivi e invitato a dare piena attuazione alla nuova versione delle LG.
Naturalmente, il TUAC ha sottolineato anche i risultati non ancora raggiunti, che riguardano, in particolare, una rafforzamento dei mezzi e delle procedure dei Punti Nazionali di Contatto chiamati, in ogni paese membro o aderente alle LG, alla loro applicazione, e, in particolare, alla gestione delle controversie.
Secondo, il TUAC, le linee guida aggiornate contengono un numero di nuovi elementi positivi, tra cui il capitolo sui diritti umani, l’applicazione univoca delle Linee Guida per i fornitori e per gli altri rapporti commerciali, l’ampliamento della sfera di applicazione del capitolo sull’occupazione, norme più forti che disciplinano il funzionamento dei Punti di Contatto Nazionali e il rafforzamento del ruolo dell’OCSE nell’applicazione delle Linee Guida.

Il TUAC ritiene che questi elementi aumentino notevolmente l’importanza delle Linee Guida e la loro capacità di elevare il livello di comportamento responsabile delle imprese in un contesto globale. Il successo dell’aggiornamento ora dipende dalla sua rapida e piena attuazione da parte dei governi aderenti e dall’OCSE.

Tra le novità più rilevanti, l’inserimento tra i principi cui devono attenersi le imprese dei punti seguenti:

    • “10. mettere in atto una due diligenge basata sul rischio, ad esempio integrandola nei sistemi di gestione del rischio d’impresa, al fine di identificare, prevenire e mitigare l’impatto negativo, potenziale o effettivo, descritto ai paragrafi 11 e 12 e rendere conto di come tale impatto viene affrontato. La natura e l’estensione della due diligenge dipendono dalle circostanze di una particolare situazione”;
    • “11. evitare di provocare o contribuire con le proprie attività all’impatto negativo nelle materie trattate dalle Linee Guida e prendere le misure opportune quando tale impatto si verifichi”;
    • “12. cercare di prevenire o minimizzare un impatto negativo quando, pur non avendo contribuito a provocarlo, tale impatto sia tuttavia direttamente legato alle loro attività, ai loro prodotti o ai loro servizi in virtù di un rapporto commerciale. Con ciò non si intende trasferire la responsabilità dall’entità che ha causato un impatto negativo all’impresa con cui essa intrattiene un rapporto commerciale”;
    • “13. oltre a contrastare l’impatto negativo sulle materie trattate dalle Linee guida,incoraggiare, per quanto possibile, i propri partner commerciali, compresi fornitori e subcontraenti, ad applicare principi di comportamento imprenditoriale responsabile conformi alle le Linee guida”.

Nel “commentario”, – nella versione aggiornata incluso a completamento di ciascun capitolo dei “principi” e delle norme di comportamento – si definisce con precisione (evitando ogni equivoca traduzione) che “Ai fini delle Linee guida, per due diligence si intende quel processo che, in quanto parte integrante dei sistemi decisionali e di gestione del rischio, permette alle imprese di identificare, prevenire e mitigare il proprio impatto negativo, effettivo e potenziale e di rendere conto del modo in cui affrontano il problema. La due diligence può essere integrata in sistemi più ampi di gestione del rischio d’impresa, purché non si limiti semplicemente a identificare e gestire rischi pertinenti all’impresa stessa ma comprenda i rischi di impatto negativo trattati nelle Linee guida. L’impatto potenziale deve essere affrontato con l’adozione di misure di prevenzione o di mitigazione; quello effettivo con l’adozione di misure riparatorie”.

Prosegue, ancora, il commento: “Le Linee Guida si riferiscono all’impatto negativo che l’impresa ha causato o a cui ha contribuito, oppure che è direttamente collegato alle sue attività, ai suoi prodotti o ai suoi servizi tramite un rapporto commerciale…..” “La due diligence può aiutare le imprese ad evitare il rischio di tale impatto negativo. Ai fini di questa raccomandazione, “contribuire a” un impatto negativo dovrebbe essere interpretato come contributo sostanziale, ovvero un’attività che provochi, favorisca o incentivi un’altra entità a provocare un impatto negativo, escludendo contributi minori o di importanza trascurabile. Il termine “rapporto

commerciale” comprende le relazioni di partenariato, le entità della catena di fornitura e qualunque altra organizzazione, statale o meno, direttamente legata alle attività, ai prodotti o ai servizi dell’impresa. La raccomandazione …. si applica alle materie delle Linee Guida suscettibili di impatto negativo….. Quando le imprese si avvalgono di un gran numero di fornitori, sono invitate a identificare gli ambiti generali in cui il rischio di impatto negativo sia particolarmente significativo e, sulla base di tale valutazione del rischio, mettere in atto la due diligence sui fornitori secondo un ordine di priorità”.

Raccomandazioni specifiche per la due diligence nell’ambito dei diritti umani sono riportate nel capitolo IV, che costituisce un’altra significativa novità delle Linee Guida e si collega al Quadro generale “proteggi, rispetta e rimedia” per l’impatto delle attività economiche sui diritti umani, recentemente approvato dall’ONU sulla base del rapporto del prof. Ruggie.
Nei giorni scorsi, si sono tenute due riunioni del Comitato del Punto di Contatto italiano, per la programmazione dell’attività del 2012. Ci sarà un impegno alla diffusione delle Linee Guida aggiornate, anche grazie a un maggiore coinvolgimento delle Regioni, di Unioncamere e delle Camere di Commercio, e delle Ambasciate, per il coinvolgimento delle imprese italiane all’estero. Si sta anche lavorando ad un manuale sulla due diligence.

Per quanto ci riguarda, come già ribadito nel corso del seminario nazionale del 19 settembre scorso, invitiamo le strutture a dare la massima pubblicità alle Linee Guida aggiorante e siamo a disposizione per organizzare iniziative di informazione-formazione sul loro utilizzo.

Leopoldo Tartaglia