L’indice dell’inflazione segna il passo

31/05/2004



 
 
 
 
    ItaliaOggi Economia e Politica
    Numero 128, pag. 5 del 29/5/2004
    Autore:
 
    L’indice dell’inflazione segna il passo con un aumento dello 0,2% a maggio
 
    L’Istat conferma la stima provvisoria di una variazione del 2,3% rispetto allo stesso mese del 2003.
 
    L’indice dell’inflazione resta stabile a maggio: lo conferma la stima provvisoria dell’Istat, secondo la quale la variazione congiunturale dei prezzi al consumo è stata dello 0,2%.

    In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra, nel mese di maggio, una variazione pari a +0,2% rispetto al mese precedente e una variazione di +2,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

    L’Istituto centrale di statistica sottolinea che, dall’inizio del 2002, l’indice armonizzato viene calcolato considerando anche i prezzi che presentano riduzioni temporanee (sconti, saldi, vendite promozionali ecc.); la dinamica di tale indice, quindi, può risultare differente da quella dell’indice relativo all’intera collettività.

    In particolare, le differenze tra le variazioni congiunturali dei due indici risultano più ampie nei mesi in cui si concentrano le vendite promozionali e i saldi di fine stagione e nei mesi immediatamente successivi. Gli indici definitivi di maggio saranno diffusi il prossimo 15 giugno.

    Per quanto riguarda le stime sui singoli comparti, gli aumenti congiunturali più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per le seguenti voci: mobili, articoli e servizi per la casa e trasporti (+0,5% per entrambi), alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+0,4%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili e servizi sanitari e spese per la salute (+0,3% per entrambi); variazioni negative si sono verificate nei capitoli comunicazioni (-0,5) e ricreazione, spettacoli e cultura (-0,2%).

    Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli dei settori delle bevande alcoliche e dei tabacchi (+7,2%), seguiti dai prodotti alimentari e dalle bevande analcoliche, dai trasporti e dagli alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+3,1% per tutti e tre). L’unica variazione tendenziale negativa si è registrata invece nel capitolo comunicazioni (-7,2%).