L`indennità non passa Le aziende devono comunicare all`Istituto il pagamento diretto

27/04/2011

Confcommercio corrisponderà direttamente il trattamento economico di malattia. Come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, siglato definitivamente il 6 aprile, le imprese del terziario chiederanno all`Inps il nuovo regime «per riequilibrare gli effetti distorsivi derivanti dalla differenza di aliquote contributive tra i vari settori economici (si veda la tabella a fianco) e dal rapporto sbilanciato tra contributi incassati dall`Inps e prestazioni erogate», spiegano le aziende. Confcommercio dice basta a quelle che, in una nota, definisce «solidarietà improprie» e accelera la via verso il nuovo regime.
Le aziende che vorranno seguire questa strada dovranno comunicarlo all`ente di previdenza e, per chiarire le ragioni storiche che nell`ultimo rinnovo del Ccnl hanno portato a condividere-con il sindacato questa decisione, Confcommercio chiede un confronto urgente con il Governo e l`Inps per individuare soluzioni efficaci e tempestive nel rispetto degli accordi sottoscritti. Nel capitolo malattia del contratto collettivo nazionale del terziario, a firma separata (Filcams Cgil non ha siglato l`intesa), si legge che «in attuazione dell`articolo 20 del D1 112/zoo8, convertito in legge n. 133/2008, le Parti convengono che i datori di lavoro potranno avvalersi della facoltà di corrispondere direttamente, in sostituzione dell`Inps, il trattamento economico di malattia nelle misure e con le modalità previste dall`articolo, con conseguente esonero dal versamento del relativo contributo all`Inps». Il contratto quindi prevede la possibilitàper le aziende di farsi carico direttamente del pagamento dell`indennità di malattia al lavoratore (si veda anche
«Il Sole 24 Ore» del 4 marzo), con l`esonero dal versamento dei contributi assicurativi all`Inps e di uscire dalla cosiddetta «copertura indiretta» come, peraltro, già avviene per alcune fasce di lavoratori per altri settori (si veda la tabella a lato). Il nuovo regime significa che ai lavoratori verranno corrisposte le stesse somme per iltrattamento economico di malattia, ma nelle casse dell`Inps non finiranno più i contributi delle imprese per prestazioni non erogate. Il direttore generale di Confcommercio, Francesco Rivolta, spiega che le imprese ritengono di «dover perseguire con determinazione il rispetto di quanto previ sto dall`accordo contrattuale per rendere più moderno, innovativo e trasparente il sistema di erogazione dell`indennità economica di malattia dei lavoratori dipendenti». Molto critica, a questo proposito, la Filcams Cgil. Per il segretario generale Franco Martini così si indebolisce «uno strumento di tutela universale dei diritti, quale è l`Inps creando una divisione tra le categorie forti e quelle più deboli.
La Cgil dice che non è in discussione l`esigenza delle aziende di individuare forme di risparmio, di riduzione dei costi, anche attraverso la perequazione delle aliquote contributive tra i settori, ma farlo per questa via comporta l`indebolimento degli strumenti di solidarietà». Dal punto di vista dell`impresa, però, l`innovazione consentirebbe «una migliore e più efficiente gestione delle risorse economiche delle imprese», si legge nella nota di Confcommercio. I numeri possono aiutare a comprendere meglio. Secondo gli ultimi dati disponibili, «nel 2008 l`Inps ha incassato oltre 4,5 miliardi di euro di contributi a fronte di poco meno di 2 miliardi di spesa per prestazioni». Il terziario risulta «il maggior "finanziatore" in un meccanismo che, oltre ad essere anacronistico, di fatto, genera una vera e propria sperequazione rispetto ad altri settori economici che beneficiano di livelli contributivi più bassi o, addirittura, di una totale esenzione dall`obbligo contributivo», spiega ancora Confcommercio. Peraltro la validità della disposizione contrattuale è stata certificata da una recente sentenza della Corte Costituzionale che non può essere disconosciuta anche per evitare il rischio di contenziosi con la pubblica amministrazione. E il contratto del commercio è il primo a chiedere il nuovo regime dopo la sentenza.