L’incubo dei sindacati: ancora Berlusconi…

11/04/2006
    marted� 11 aprile 2006

    Pagina 17 – Economia & Lavoro

    L’incubo dei sindacati: ancora Berlusconi…

      La lunga attesa nelle sedi confederali. �A un centrodestra-bis non vogliamo pensare�

      di Felicia Masocco/ Roma

        ORE TRASCORSE a inseguire le proiezioni, a interrogarsi sul perch� dati certi non arrivassero. Poi le domande sono diventate altre: con un Senato cos� composto si potr� governare? E ancora prima: chi ha vinto? Nei quartier generali dei sindacati le elezioni sono state seguite con apprensione. Anche da chi come Raffaele Bonanni si professa equidistante dagli schieramenti, non ha mai avuto tessere di partito, � scritto nel suo curriculum. � amico di Sacconi e di D’Antoni e se ha simpatie per questo o quello se le tiene per s�. Ieri dopo la brevissima riunione di segreteria che ha accolto le dimissioni di Savino Pezzotta, in via Po l’attenzione si � spostata dai problemi interni ed � iniziata la lunga attesa dei risultati elettorali. Bonanni e altri colleghi della segreteria, oltre ai pi� stretti collaboratori, li hanno seguiti dall’ufficio del quarto piano che il sindacalista abruzzese lascer� il 27 aprile per scendere al terzo e occupare quello del segretario generale. �La politica trovi la strada della mediazione e della concertazione per raggiungere l’obiettivo che gli elettori chiedono, cio� essere governati – � stato il commento del prossimo leader della Cisl quando Unione e Cdl si fronteggiavano in un estenuante testa a testa. �L’Italia non esiste per far esercitare i partiti – ha aggiunto – i cittadini hanno votato. Abbiamo problemi seri, i partiti trovino il modo per organizzare un governo. Tornare a votare? Non � un gioco�.

          In via Lucullo, sede della Uil lo spoglio � stato seguito tra l’ufficio stampa e quello del segretario generale Luigi Angeletti. �Al momento, i risultati a disposizione ci rappresentano due Italie: governare, dunque, sar� un’impresa ardua. E questo ci preoccupa� ha detto in serata il leader della Uil. Il sindacato di tradizione laica e socialista ha prestato alcuni uomini a questa competizione elettorale, a cominciare dal numero due Adriano Musi e dall’ex segretario generale Pietro Larizza entrambi candidati con l’Unione.

            Altri cinque anni di Berlusconi? �Non riesco neanche a pensarlo, sarebbe un incubo� risponde Marigia Maulucci, la segretaria confederale che per la Cgil si occupa di macroeconomia, di fisco, di conti pubblici. Tessere in tasca? �Quella della Cgil�, ribatte, ma come quasi tutti nel suo sindacato pensa che mandare a casa il governo di destra sia una priorit�. � in casa di amici �a questo punto l’unica � aspettare i risultati reali, fino all’ultimo voto� dice preparandosi a una lunga nottata. Ma lo scenario di un Berlusconi-bis che le proiezioni alternano a rimonte dell’Unione, va assolutamente esorcizzato: �Non ci voglio assolutamente pensare – continua Maulucci – ma se dovesse essere la Cgil troverebbe la forza e la strategia per rispondere�.

              Guglielmo Epifani ha trascorso il pomeriggio nel suo ufficio, al quarto piano del palazzo di Corso d’Italia, con lui altri membri della segreteria. I commenti vengono rinviati con le ore, ancora in tarda serata non c’erano vincitori e vinti, una spaccatura verticale del paese, quella s�. E una pessima legge elettorale. �Non ci sono condizioni per una valutazione�, dicono alla fine i collaboratori del leader della Cgil, si aspettano i dati certi. Tutto � rinviato a oggi, sperando che la notte abbia portato chiarezza.

                Il mondo sindacale ha forti aspettative per il nuovo governo, l’esperienza fatta con quello appena archiviato � stata devastante, quando � andata bene il dialogo sociale � diventato monologo. E quando non si � monologato si � operato per dividere il sindacato. Senza contare il progressivo impoverimento dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, e le giovani generazioni consegnate ad una precariet� senza prospettive. Ovviamente nessuno si stupisce se le confederazioni abbiano chiesto, con pi� o meno forza, di voltar pagina.