L’imprenditore Patacconi si uccide in mare con l’auto

04/10/2001



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L’imprenditore Patacconi
si uccide in mare con l’auto

Rimini: l’editore di "Libero", noto tour operator, forse vittima di un crollo finanziario dopo l’attentato alle Twin Towers

ANNA TONELLI


RIMINI – Dal giorno degli attentati di New York, fioccavano le disdette ai pacchetti vacanze in Egitto e Sudamerica. E anche i suoi 23 charter che tutte le settimane partivano da dieci aeroporti italiani, erano costretti spesso ad annullare i voli. I venti di guerra hanno fatto traballare l’impero di Stefano Patacconi, imprenditore riminese di 62 anni con la passione dell’editoria (è socio di maggioranza di «Libero» insieme con Feltri), titolare di "Condor viaggi", uno dei primi dieci tour operator nazionali. Angosciato dal possibile crack finanziario, Patacconi si è tolto ieri la vita lanciando a tutta velocità la sua Mercedes sul molo del porto fino a precipitare in mare. Un suicidio inaspettato, senza biglietti o lettere di spiegazione, davanti ai volti allibiti dei numerosi frequentatori della darsena. Dopo aver bevuto il caffè, l’imprenditore romagnolo è salito in macchina, si è allacciato le cinture ed ha aperto i finestrini. Pigiando sull’acceleratore, ha cercato la morte in una corsa che si è conclusa in fondo alle acque del porto canale. «Sono senza parole», commenta Feltri che qualche giorno fa aveva ringraziato Patacconi dalle colonne del giornale per il rinnovato e consistente impegno finanziario nell’impresa editoriale.
Una tragedia che trova una possibile spiegazione nel terremoto finanziario dopo gli attacchi alle Torri Gemelle. Gli allarmi internazionali preoccupano i turisti che annullano viaggi e vacanze. E Patacconi era considerato il "principe dei viaggi charter", faceva volare 60 mila passeggeri all’anno.
Disponeva anche di una sua compagnia aerea, "Italy First", due Atr42 affittati con relativi equipaggi, che ha creato con parte dei 24 miliardi incassati per la vendita delle quote dell’Air Europe di Lapo Rattazzi. Sembra che negli ultimi tempi fosse entrato in affari anche con la Swissair, ora in grande crisi, anche se i suoi commercialisti si affrettano a smentire speculazioni e investimenti sbagliati.
Patacconi era anche un appassionato giocatore di Borsa. Di recente aveva comprato la Bana Spa, accorgendosi poi di non aver fatto un grande affare. Una serie di "colpi" sbagliati, insieme con gli effetti dell’attentato, hanno fatto vacillare la holding di Patacconi. Negli ultimi tempi lo vedevano pensieroso e preoccupato. Atteggiamento insolito per un romagnolo sanguigno, orgoglioso di aver inventato per primo il modello Rimini da esportare in Finlanda e Scandinavia. Anche il presidente della Camera Pierferdinando Casini ha espresso ieri cordoglio per la morte dell’imporenditore