L’impegno della Filcams, ripartire dal lavoro

17/03/2015

“Abbiamo un progetto per il paese che parte dal lavoro, dalla sua qualità, dignità, dalle condizioni materiali delle persone ma anche dalla necessità di costruire una prospettiva che parli e risponda ai giovani, alle donne, ai migranti, ad un mondo del lavoro che è già cambiato. Un progetto ambizioso e vero per riunificare il paese e che ci fa dire che il Jobs Act non va in questa direzione, che l’assenza di politiche di investimento impoverisce ancora di più il lavoro.” È l’impegno della Filcams cosi come dichiarato da Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams Cgil.

La traduzione di questi obiettivi, per la categoria sono state la piazza di tutta la CGIL del 25 ottobre e del 12 dicembre; ma anche l’azione sindacale fatta di iniziative, di contrattazione nazionale, aziendale, territoriale, di proposte e di lotte. “E fare tutto questo in un quadro politico e normativo che attua politiche divisive e di arretramento per il lavoro, politiche di austerità che hanno alimentato ulteriore ingiustizia e iniquità, rende  più evidente che nella politica c’è un vuoto.”

“Da settori fortemente attraversati ancora dalla crisi come quelli del commercio, dei turismo e dei servizi guardiamo i cambiamenti ed è necessario riposizionare e costruire la nostra azione politica e sindacale” prosegue la segretaria. “Per questo è fondamentale lavorare per  la proposta di legge sugli appalti, per dare garanzia ai lavoratori nel pubblico come nel privato e per combattere l’ illegalità e la corruzione che  inquinano gli appalti stessi;  Come è necessario lavorare per affermare e praticare la contrattazione nazionale, aziendale e territoriale perché rappresentano garanzie e regole universali per lavoratrici e lavoratori di un modo altrimenti spesso solo e polverizzato. In questo senso non si può lasciare la battaglia sulla rappresentanza  che è una battaglia di democrazia e di regole anche verso il proliferare di contratti nazionali che alimentano la spirale di una competitività solo da costo dove il lavoro non ha alcune identità e rispetto. Un sistema di tutele universali e di diritti, anche sugli ammortizzatori sociali,  per ricomporre il mondo del lavoro che nei settori del turismo, del terziario e dei servizi è fatto di tante partite IVA, di praticanti, di associati in partecipazione, di collaboratori, di contratti a chiamata, di part time involontari, che è necessario tradurre nella costruzione di un nuovo statuto delle lavoratrici e dei lavoratori.”

“Per realizzare questo progetto” conclude Gabrielli, “abbiamo bisogno di difendere e riaffermare l’autonomia sindacale che rappresenta un elemento di forza e non un limite alla capacità di continuare a dialogare e parlare con quel mondo delle nostre piazze del 25 ottobre e del 12 dicembre. Questo è il nostro obiettivo anche per riempire quel vuoto nel paese.”