Limoni lancia la catena private label

07/02/2011

B Basic Beauty ha raggiunto il 10%dei ricavi del gruppo e avrà negozi propri
La marca commerciale diventa un vero e proprio brand con vita propria. È il progetto del gruppo della cosmetica Limoni che, dopo aver lanciato a metà 2010 una private label venduta accanto ai grandi marchi della bellezza e della profumeria negli oltre 500 negozi posseduti in Italia, adesso ha deciso di farla vivere come marchio a sé: una nuova catena di negozi a insegna B Basic Beauty, il nome della marca commerciale, che saranno aperti non solo in Italia, ma in primo luogo in Cina e in Russia, ma anche in Polonia, in Spagna, in Portogallo. Due negozi sono già stati aperti lo scorso anno a Grosseto e Cremona per mettere a punto il progetto. Il gruppo Limoni è stato rilevato nel 2006 dal fondo Bridgepoint. Nei primi due anni l’investimento è stato negativo. Poi, tre anni fa, il cambio del management «e oggi possiamo dire che il turnaround è completato e possiamo pensare agli investimenti» , dice Carlo Gianuzzi, amministratore delegato di Limoni. Si inizia a pensare anche all’uscita di Bridgepoint, «ma non in termini brevissimi» . Limoni ha cambiato il mix di prodotti nei negozi, aumentando all’ 80%la quota di quelli più selettivi, diminuendo i prodotti mass market. È stato introdotto il private label «interamente made in Italy e di alta qualità» , dice il manager, che nel primo anno ha quasi raggiunto il 10%delle vendite del gruppo. Il 2009 secondo i criteri Ias si era chiuso con un fatturato di 365,5 milioni di euro e una perdita di 12 milioni (dai -61 dell’anno precedente). Considerando il fatturato gestionale (quello sui cui si basano le banche finanziatrici di Limoni per il calcolo dei coventants) nel 2009 era stato pari a 384 milioni, un dato che quest’anno dovrebbe arrivare a 420 milioni di euro, comprensivi dell’acquisizione dei 19 negozi di Garbo realizzata lo scorso luglio. A parità di perimetro, il giro d’affari 2010 è stato in linea con i l 2009. Quanto alla marginalità Gianuzzi parla di «crescita a due cifre» senza entrare nel dettaglio non essendo ancora stato approvato il bilancio. Il margine operativo lordo del 2009 era stato pari a 42 milioni (26 nel 2008) e lo scorso anno dovrebbe aver raggiunto i 50 milioni, con l’ultima riga del bilancio a break even. «La terapia intensiva è terminata — dice Gianuzzi —, ora dobbiamo mettere le risorse economiche e intellettuali sui progetti di sviluppo. Il 2011 sarà l’anno del grande rilancio» . Anche la posizione finanziaria netta (pari a -360,1 milioni a fine 2009, conseguenza dell’indebitamento nato con l’operazione di leverage relativa all’acquisizione del gruppo nel luglio 2006) «oggi è a livelli di tranquillità, il rapporto tra margine operativo lordo e indebitamento si è quasi dimezzato in tre anni. I numeri iniziano a tornare» . Dopo aver rilevato i 19 negozi di Garbo lo scorso luglio, Limoni punta a nuove acquisizioni. Trattative sono in corso, nel solco di Garbo (oggi ribattezzata Limoni): «Oggi non abbiamo più bisogno di quantità, ma di qualità, di location importanti come quelle che ci ha portato Garbo