Limoni in Spagna prepara la Borsa

11/02/2004

Mercoledí 11 Febbraio 2004

FINANZA E MERCATI

Limoni in Spagna prepara la Borsa

FABIO TAMBURINI

MILANO – Aumento della quota di mercato in Italia che attualmente è intorno al 15%, acquisizioni in Spagna, verifica finale dei progetti di una grande alleanza in Francia: Piofrancesco Borghetti, l’imprenditore modenese che ha guidato la cordata italiana sconfitta dalla Bat nella gara per la privatizzazione dell’Eti, ha deciso di puntare sul decollo definitivo della Limoni, leader nella profumeria in Italia e pronta per la quotazione in Borsa. «Stiamo aspettando il momento opportuno», dice Borghetti, secondo cui il collocamento «andrà in porto al massimo entro un anno». L’obiettivo è sostenere il confronto con i concorrenti più agguerriti. «Nella distribuzione al dettaglio dei prodotti di profumeria la partita si gioca a livello europeo con tre grandi competitori e un outsider, il gruppo Limoni, più piccolo ma in forte crescita», spiega l’imprenditore. E aggiunge: «In passato la scelta prioritaria sia dei concorrenti francesi Marionnaud e Sephora sia della tedesca Douglas è stata il radicamento di ognuno sul mercato di casa. Ora sono all’ordine del giorno joint venture e acquisizioni a tutto campo, di cui intendiamo essere protagonisti». Il gruppo Limoni, grazie alle performance degli ultimi anni, in cui ha raggiunto tassi di crescita annuali del 20% (che scende al 5% escludendo il contributo dato dai negozi acquisiti), ha chiuso il 2003 sfiorando un giro d’affari inferiore di poco a 270 milioni di euro, con circa 870 dipendenti. Nel complesso la catena commerciale raggruppa 300 punti vendita, di cui il più grande è a Milano, a due passi da piazza Duomo. Dimensioni di tutto rispetto ma decisamente inferiori a quelle di Marionnaud (che fattura circa 1.225 milioni di euro e 8.500 dipendenti) e della Douglas (1.240 milioni di euro e oltre 10.200 dipendenti). Più complesso è fornire numeri puntuali sul secondo colosso francese: Sephora, integrato nel gruppo Lvmh. Il terzetto controlla quote rilevanti dei mercati di casa. Particolarmente forte è la leadership di Douglas in Germania, che ha raggiunto il 45%, mentre in terra francese Mariannaud è al 30% e Sephora intorno al 20%. Più debole appare Limoni, che in Italia controlla il 15% delle vendite anche se intende crescere ancora. Contemporaneamente l’attenzione è rivolta al mercato spagnolo, molto frazionato e senza un gruppo leader. Con la possibilità che la campagna acquisti spagnola venga condotta unendo le forze con il possibile partner francese. Punto di partenza è una società capogruppo, la Limoni spa, che capitalizza 85 milioni di euro grazie alle risorse portate in dote da azionisti di peso. Gli artefici del progetto imprenditoriale risultano i tre azionisti della controllante Limoni holding, società lussemburghese, a cui fa capo poco meno del 70% delle azioni. Il capitale è controllato per il 58% dalla De Agostini, per il 25% da Borghetti e per il 17% da Gianfilippo Cuneo. Presenti direttamente in Limoni spa risultano Interbanca (con l’11,5%), Banca Intesa (8,5%), Isabella Seragnoli (8,4%) e ancora Cuneo (1,7%). Tutti reduci da due aumenti di capitale, con patti parasociali in cui è stato messo nero su bianco il punto di arrivo: la quotazione in Borsa. Borghetti, 47 anni, avvocato convertito al business, ha esordito in campo imprenditoriale con l’acquisto della Marbert di Francoforte, attiva nella cosmetica e in forte crisi, di cui la tedesca Hoechst intendeva disfarsi. Il rilancio della società è stato suggellato dal collocamento sul mercato tedesco di Francoforte, con la trasformazione di Marbert nel cardine intorno a cui sta crescendo un gruppo diversificato.