Limoni, esito incontri 24 e 28/04/2015

Roma, 29 aprile 2015

Nel corso degli incontri del 24 aprile e del 28 aprile u.s. con la società Limoni Profumerie abbiamo affrontato un non facile confronto in ordine alla problematiche occupazionali denunciate dalla società e alle soluzioni da intraprendere.
Come ricorderete, nella prima metà del 2014 la società ci aveva illustrato un piano industriale che prevedeva un numero limitato di chiusure, che sarebbero state gestite tramite ammortizzatori, e un rilancio dei rimanenti punti vendita con varie iniziative commerciali e di revamp.
Inoltre la società ci ha rappresentato all’epoca un quadro molto complesso in relazione al costo del personale denunciando sia la presenza di esuberi in tutta la rete in ragione del rapporto troppo alto tra fte e metri quadri, sia rispetto alla presenza di livelli disallineati rispetto alla declaratoria del CCNL e di part time incompatibile con l’organizzazione aziendale. Su questi punti siamo intervenuti con un contratto di solidarietà a tutela dei livelli occupazionali, mentre abbiamo demandato al confronto territoriale l’obiettivo di individuare soluzioni sulle altre problematiche, tenuto conto che l’obiettivo condiviso era quello di consolidare i livelli occupazionale al fine di scongiurare future azioni unilaterali da parte dell’azienda.
Negli ultimi mesi abbiamo costato la fragilità del piano industriale aziendale, che si è concentrato sul rilancio di un numero molto limitato di punti vendita e fa emergere l’assenza di prospettive per i negozi di minor metratura collocati in zone periferiche, che costituiscono la stragrande maggioranza delle realtà Limoni.
Abbiamo inoltre registrato una difficoltà diffusa a intervenire con accordi territoriali sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione delle problematiche occupazionali in un’ottica di piazza.
Nel corso degli ultimi mesi è inoltre apparso chiaro un cambio di passo da parte dell’azienda anche sul piano delle relazioni sindacali nazionali, coronate dalla disdetta del contratto nazionale e dal passaggio a Federdistribuzione avvenuto tramite comunicazione telematica.
Nei recenti incontri abbiamo quindi sottolineato come per noi il problema centrale sia l’assenza di una prospettiva di lunga durata, legata all’assenza di un piano industriale credibile.
Abbiamo contestato la volontà dell’azienda di procedere a ulteriori chiusure, che si traducono nell’apertura delle due procedure di mobilità, successivamente unificate, riguardanti il personale proveniente dalla Cigs iniziata nell’aprile 2014 e il personale delle nuove chiusure.

Rispetto alle altre problematiche presenti sulla rete, la società ha confermato la presenza di esuberi nella maggior parte dei pdv e il persistere delle problematiche relative ai sovra-inquadramenti e ai part time. In prima battuta la società ha annunciato di voler procedere su queste problematiche con l’apertura di una nuova procedura di mobilità, successivamente tale soluzione è stata scartata sia per la nostra opposizione, sia per evidenti problemi di tenuta dei costi dopo lo scadere della solidarietà precedente (il contratto è terminato lo scorso 6 aprile) e il conseguente passaggio di tutti i lavoratori a orario pieno.
Come OO.SS. abbiamo quindi considerato prioritario sottoscrivere, pur nei tempi rapidi dettati dalla situazione aziendale, un accordo relativo al contratto di solidarietà finalizzato a mettere in sicurezza i livelli occupazionali. Il confronto sul tema, conclusosi con il verbale di accordo che alleghiamo, ha avuto come oggetto:

    1.la definizione di regole nella gestione del contratto, piano risultato carente nella precedente esperienza;

    2.il rapporto tra il contratto di solidarietà e le altre problematiche occupazionali, in particolare rispetto ai negozi in chiusura;

    3.la tutela dei part time con parametri orari più bassi;

    4.la limitazione delle percentuali di riduzione sui negozi maggiormente in crisi.

    Rispetto al primo punto, siamo riusciti a inserire alcuni impegni relativi al confronto territoriale, che sarà finalizzato, oltre alla gestione della solidarietà, a raggiungimento di accordi di piazza, necessari anche per provare a rimuovere le problematiche oggi esistenti rispetto alle differenze di organico tra un punto vendita e l’altro e la individuare soluzioni riguardo alle problematiche relative a part time e livelli fermo restando la natura individuali di tali argomenti. Abbiamo inoltre inserito un riferimento al confronto sulle turnazioni, necessario a mitigare l’impatto della solidarietà.

Rispetto al secondo punto, abbiamo riaffermato l’impegno a richiamare il personale in Cigs in caso di creazione di opportunità occupazionali nei negozi aperti. In subordine al personale in Cigs, potranno accedere alle posizioni aperte anche lavoratori provenienti da altri negozi in solidarietà, con l’obiettivo di uniformare gli organici ai fabbisogni dei pdv, in un’ottica di piazza.
Sugli ultimi due punti, abbiamo stabilito un livello minimo di ore pari a 16 (la proposta aziendale partiva da 12) e una riduzione massima per punto vendita del 40% (la proposta aziendale prevedeva riduzioni del 60%).
Nel corso dell’incontro del 28 aprile abbiamo anche sottoscritto un verbale di mancato accordo relativo alla procedura di mobilità succitata, che proseguirà pertanto in sede ministeriale al fine di verificare la possibilità, nelle more della riforma degli ammortizzatori, di una richiesta di Cigs per le nuove chiusure.

p. La Filcams CGIL Nazionale
L. De Zolt

Limoni contratto solidarietà difensivo 28/04/2015