L’immigrazione avvicina sindacati e imprese

15/11/2005
    martedì 15 novembre 2005

    Pagina 3 Primo Piano

    IL VERTICE – POSIZIONI DISTANTI SULLA CONTRATTAZIONE. «SFORZO CONGIUNTO» PER IL SUD E GLI EXTRACOMUNITARI

      L’immigrazione avvicina sindacati e imprese

        Flavia Amabile

          ROMA
          Confindustria e sindacati si cimentano in un tentativo di prove di dialogo. Ieri sera per due ore e mezza nella foresteria di Confindustria in via Veneto i rappresentanti di imprese e lavoratori hanno fatto il possibile per trovare un accordo sui tanti nodi aperti. Due ore e mezza trascorse tra una cena leggera nelle pietanze e ristretta nel numero di partecipanti, accompagnata da molti documenti e preceduta da un incontro del presidente di Confindustria con il segretario ds Piero Fassino giunto a illustrare le linee guida del programma elettorale del partito. Un incontro di mera presa d’atto privo di alcun valore di sostegno politico quello con Fassino. Una riunione – quella con i sindacati – il cui bilancio è piuttosto complesso. Di certo c’è che la cena rappresenta una ritrovata voglia di confrontarsi anche sui temi più spinosi.

            Iniziamo da Luca Montezemolo, presidente di Confindustria. Soddisfatto, ma anche sincero sul giudizio generale. «La riunione si è svolta in un clima positivo». Fin qui tutto bene. Poi ha elencato i quattro punti di cui si è parlato. I primi due ancora ben lontani dall’essere risolti, tanto è vero che è confermato lo sciopero dei metalmeccanici del 2 dicembre.

            La riforma del modello contrattuale messa a punto dagli industriali è stata presentata in un documento in forma ufficiale ieri ai sindacati. I sindacati – vista l’opposizione della Cgil – non riescono a trovare una posizione unitaria, primo passo per l’avvio del negoziato con gli industriali. La Cgil continua a dire di no e difatti ieri non si è nemmeno entrati nel merito dei singoli motivi di disaccordo e all’uscita il presidente di Confindustria ha spiegato che «si è convenuto che se ne parlerà dopo Natale» visto che si tratta di questione lunga e complessa che richiede tempo per essere affrontata. Proposta accettata dai sindacati che sono pronti al confronto, ma prima devono trovare una posizione comune. In particolare, la Cisl di Pezzotta avverte che «la trattativa deve cominciare prima possibile». Nessuna intesa sulla Finanziaria. Entrambe le parti sociali restano ferme sulle loro posizioni: opposizione decisa alla manovra del governo da parte dei sindacati che scenderanno in sciopero in segno di protesta, una maggiore tendenza ad apprezzarne alcuni aspetti positivi da parte di Confindustria anche senza i toni entusiasti dei commenti a caldo subito dopo il varo della legge a fine settembre.

              Nessuna intesa anche sulle vertenze contrattuali ancora aperte a cominciare dal rinnovo dei metalmeccanici. «Ci sono differenze con Confindustria, ma io auspico che i contratti possano essere chiusi entro la fine dell’anno – spiega Epifani, leader della Cgil -. Certamente l’offerta economica della Federmeccanica è troppo bassa e le contropartite che chiede sono troppo pesanti. Non ci resta che continuare a lottare». Anche Pezzotta che, pur reputando «significativo» l’incontro perché «rimette in campo le relazioni sindacali che per un po’ di tempo si erano perse», sottolinea «le grandi differenze che porteranno i lavoratori metalmeccanici a scioperare il 2 dicembre». Così anche Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, che parla di «distanze rimaste uguali a quelle di prima. Purtroppo – ha detto Angeletti – credo che riusciremo a chiudere i contratti aperti solo attraverso la mobilitazione».

                L’accordo è stato raggiunto, invece, sul Sud e sul tema dell’immigrazione. Al convegno di Capri di inizio ottobre il presidente Montezemolo aveva lanciato un appello per fare pressione su Bruxelles nel tentativo di ottenere una fiscalità di vantaggio a sostegno del Mezzogiorno. E ieri i sindacati si sono detti d’accordo a fare pressione insieme. Grande novità la discussione sull’immigrazione, resa necessaria dall’ondata di scontri in Francia e dai dati sull’occupazione che parlano chiaro. Le parti sociali hanno deciso di avviare iniziative comuni per l’immigrazione in fatto di formazione e flussi.