L’Ikea, nuova casa per gli italiani

08/11/2010

Noto che Ikea non è più un semplice rivenditore di mobili, ma un luogo dell’immaginario. Le nostre Iene si sono persino prodigate nel coinvolgere un gruppo di «giovani attori» per realizzare il film a più basso costo della storia: location, ovviamente, « interni borghesi Ikea»; ma i rapporti fra Ikea e tv passano dal Grande Fratello e arrivano fino alla Billy del tg di Minzolini.
La cosa interessante è che la comunicazione di Ikea riesce, il più delle volte, a essere decisamente più originale e creativa dei luoghi comuni utilizzati per descriverla. Osservando la case history pubblicitaria dell’azienda fieramente svedese si trovano delle perle.
Nella campagna dello scorso anno, una casetta tutta arredata fino all’ultimo particolare in dettagli Ikea si rivelava essere la cella di un carcerato invidiato persino dal secondino. E ora, nello spot in onda in queste settimane, si racconta con ironia l’importanza della casa, e di un ambiente confortevole adatto alla famiglia. Chi decide l’arredamento sul quale investire?
Nel film assistiamo alla «classica visita» di un moderno nucleo familiare allo showroom
Èdell’azienda. Il giovane papà tiene in braccio amorevolmente un bebè.
La fatica fa fermare il quartetto, composto anche dalla mamma e dalla figlia più grande, in un salotto moderno, dominato dai toni dal bianco e del grigio. Ma il piccolo pare non gradire, e partono i capricci, poi il pianto a dirotto. La sorellina guarda tutti con aria interrogativa, mentre un’altra coppia, appoggiata a un letto, si domanda se farà la stessa fine.
Si passa a un altro ambiente, ma è peggio di prima: niente da fare, il bimbo terribile non gradisce. Gli sforzi della mamma e del papà per tenerlo buono non hanno successo. Finché, di fronte a una casa con una bella libreria piena di volumi, il bimbo si placa, sorride. Anche i genitori si intendono. Claim: «C’è solo una casa che può essere la tua».
Il fatto più interessante, a parte lo sforzo di inventarsi storie divertenti a tema immobiliare, è che il luogo Ikea sia così entrato nella nostra percezione da essere dato per scontato.
Così Ikea, con la sua comunicazione dai mobili agli spot, ci è entrata nell’anima.