L’IKEA ALLIANCE A COPENHAGEN

17/04/2014

17 Aprile 2014

L’Ikea Alliance a Copenhagen

Si è tenuto a Copenhagen il 15 e 16 aprile, l’incontro internazionale di Ikea Alliance, organizzato dalla Uni global Union alla quale la Filcams Cgil ha partecipato con Bianca Marinari.
Nel confronto sono emerse diverse problematiche comuni: Ikea ha un comportamento di diniego e inasprimento dei rapporti con il sindacato quasi ovunque in Europa, e sta aumentando anche la tensione nel rapporto con i lavoratori stessi.

In Turchia, Canada e Stati Uniti vi sono problematiche serie, i rapporti con Ikea sono molto complicati, sia che si tratti di franchising o no. Il motivo principale che lega queste realtà è il netto rifiuto da parte dell’azienda di avere qualsiasi tipo di rapporto con le organizzazioni sindacali, arrivando a mettere in campo gravi comportamenti anche a livello di diritti di base : andando a casa dei lavoratori per fargli togliere la tessera sindacale o che scrivendo lettere dove si sconsiglia caldamente l’adesione al sindacato. Anche se in Turchia, il board internazionale è intervenuto, sotto la forte spinta di Uni global, disapprovando l’operato di Mapa, il franchising turco.
Unica eccezione nei paesi scandinavi, dove Ikea è un vero paradiso e un ideale posto di lavoro.
Nel contempo una grande notizia: Uni global Union ha comunicato che Ikea ha accettato di iniziare un percorso per arrivare ad un accordo transnazionale.
Nelle varie riunioni avvenute tra il board e Uni c’è stata la presentazione di un primo documento dove Uni fissa i punti fondamentali, argomenti generali di un futuro accordo globale, ovvero: a chi viene applicato, inclusione dei franchising, libertà di associazione al sindacato etc . L’azienda dopo aver discusso su ogni punto a lungo, per chiarire cosa si intendeva per ogni definizione, ha accettato di aprire un confronto rifiutando solo il nome di tale accordo futuro che non si chiamerà "accordo globale".

“La portata di un accordo globale è di un valore enorme soprattutto per i paesi dell’est e dell’asia dove la difficoltà di avere libero accesso al sindacato è utopia” afferma Bianca Marinari. “La richiesta di Uni a tutte le organizzazioni sindacali è di "stare sul pezzo": essere organizzati, informati e fare una azione capillare di informazione a tutti i lavoratori di modo che non sia l’azienda a prendersene il merito; è molto importante in questo prossimo futuro spendere risorse per fare un buon lavoro ed anche per far vedere all’azienda quanto sia forte e partecipato il sindacato in collaborazione con Uni.”