Licenziati al volo, Aviogrill non riassume (il Manifesto 28 Novembre 2000)

28 Novembre 2000




Licenziati al volo, Aviogrill non riassume
Sciopero nei bar dell’aeroporto di Bologna: 150 nuovi posti di lavoro, 15 ex dipendenti esclusi
ANTONIO SCIOTTO – ROMA

"Il cliente si lamenta perché la pizza è scotta. Cosa fai?". Una domanda che è costata il licenziamento a 15 dipendenti dei 5 punti ristoro Air Service dell’aeroporto di Bologna. E non è che il settore sia in crisi: anzi, con la nascita del colosso Aviogrill, dal prossimo gennaio ben 150 persone saranno assunte nei nuovi 10 ristoranti previsti in aeroporto.
Ecco perché, dalle 5.00 di ieri mattina, i locali Air Service sono chiusi per sciopero. I 44 dipendenti fanno volantinaggio, mostrano gli striscioni ai numerosi passeggeri che di solito chiedono una pizza ben cotta o un caffè caldo.
Air Service gestiva i bar grazie a una subconcessione rilasciata dalla Sab, la Società aeroportuale di Bologna. Aviogrill – detenuta per il 51% da Autogrill e per il 49% dalla Sab – ha rilevato i 5 locali e presto ne aprirà altri 5. "Appena saputo che anche la Sab avrebbe gestito i locali – dice una delegata sindacale – noi che lavoriamo da anni in aeroporto e abbiamo contribuito ai suoi profitti, ci aspettavamo di essere riassorbiti tra i 150 nuovi impiegati. E invece no. Un mese fa Autogrill ci ha sottoposto a uno strano test (vedi sopra, domanda sulla pizza,
ndr). Non pensavamo che sarebbe servito a selezionare 29 fortunati da riassumere e a licenziare senza appello gli altri 15".
Ieri, comunque, riassumendi e non, hanno manifestato compatti, "mentre già su vari giornali compaiono gli annunci per i 150 nuovi posti di lavoro disponibili – dice Savina Ragno della Filcams-Cgil – e probabilmente molti dei nuovi assunti saranno part-time o a tempo determinato", costando meno, quindi, rispetto alla riassunzione di tutti gli ex dipendenti.
E intanto, da oltre due settimane, si continua a scioperare in molti locali Autogrill: a Reggello (Fi), Sebino (Bs), Limena (Pd), Brembo (Bg), Scaligera (Vr). Nella nuova piattaforma dell’integrativo aziendale – che verrà presentata nei prossimi giorni dal
manifesto – i sindacati hanno posto come priorità la questione della sicurezza sul lavoro.
La dipendente della stazione di Crocetta (Al) che è stata aggredita due settimane fa da tre uomini, giovedì e venerdì prossimo dovrà tornare a fare da sola il turno notturno. "Sono terrorizzata – dichiara – in questi giorni ho anche ricevuto alcune telefonate anonime. Dicevano: ‘Torneremo a trovarti’. Ho chiesto al direttore e al capo area di farmi affiancare da un collega, ma mi hanno risposto che con l’incasso notturno (in media 1.400.000 lire) non riescono a coprire due dipendenti (al lordo, per notte, circa 130.000 lire a lavoratore). Ho deciso quindi di denunciare e diffidare l’azienda per i rischi che sono costretta a correre: la legge 626 dice espressamente che interessi economici e organizzativi non possono avere la precedenza rispetto alla sicurezza dei lavoratori".

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