Licenziamenti, tutela ampia con targa Ue

26/03/2004


sezione: NORME E TRIBUTI
data: 2004-03-26 – pag: 29
autore: N.T.
Licenziamenti, tutela ampia con targa Ue
ROMA • Sindacati, partiti, fondazioni, organizzazioni senza scopo di lucro dovranno sottostare alla legge 223 del 1991, così come già fanno le imprese che intendono procedere a un licenziamento collettivo come conseguenza di una riorganizzazione aziendale. È un decreto legislativo varato ieri in via definitiva dal Consiglio dei ministri (dopo un primo esame del 16 gennaio e il parere favorevole delle Commissioni parlamentari) a dirimere la questione dei licenziamenti collettivi, aperta dalla Commissione Europea e sfociata in una sentenza di condanna dell’Italia (causa C-32/02) da parte della Corte di Giustizia Ue (si veda «Il Sole-24 Ore» del 17 ottobre 2003). Così, con il via libera del decreto legislativo, il Governo si adegua a quanto stabilito dalla Corte Ue nell’autunno scorso, quando aveva affermato che i destinatari della normativa comunitaria sul licenziamento collettivo (la direttiva 98/59) sono «tutti» i datori di lavoro. Infatti, mentre la direttiva 98/59/Ce riguarda i licenziamenti collettivi effettuati da un «qualsiasi» datore di lavoro, indipendentemente dall’attività svolta e per il solo fatto che abbia instaurato un rapporto di lavoro subordinato, le disposizioni della legge 223/91 fanno esclusivo riferimento ai licenziamenti collettivi effettuati dalle imprese, cioè dai soggetti economici qualificabili come imprenditori ai sensi dell’articolo 2082 del Codice civile. Questa esclusione, che ha portato appunto alla condanna da parte della Corte, ha determinato una discriminazione tra i lavoratori occupati da un’azienda e quelli occupati da un datore di lavoro non imprenditore. Una volta, dunque, che il decreto legislativo varato dall’Esecutivo approderà nella «Gazzetta Ufficiale», anche i datori di lavoro che non perseguono fini di lucro saranno tenuti a osservare le disposizioni della legge 223/91.
I licenziamenti collettivi, in linea generale, sono riconducibili a una riduzione, trasformazione o cessazione dell’attività o lavoro e comportano una particolare procedura nonché determinati requisiti e condizioni previsti dalla legge. In pratica, chi occupa più di 15 dipendenti e intende procedere al licenziamento di almeno cinque lavoratori, nell’arco di 120 giorni dovrà avviare una procedura di consultazione sindacale con una comunicazione scritta contenente le ragioni che hanno determinato la situazione di esubero, Il coinvolgimento dei sindacati in tale procedura ha lo scopo di permettere un controllo "preventivo" delle ragioni che hanno determinato la situazione di eccedenza e l’intera consultazione sindacale mira a valutare eventuali soluzioni alternative per evitare o ridurre la messa in mobilità dei dipendenti coinvolti.