Licenziamenti, ma con l’arbitro

09/11/2001





lavoro 
Venerdi, 09 Novembre 2001






Licenziamenti, ma con l’arbitro

Il sottosegretario al Welfare, Sacconi, annuncia che la Finanziaria potrebbe avere un collegato ad hoc sui licenziamenti da risolvere davanti a un arbitro piuttosto che davanti a un giudice.



ROMA-Potrebbe essere introdotto in un collegato alla finanziaria il potenziamento dell’arbitrato per la
risoluzione delle controversie in materia di lavoro ”licenziamenti compresi”. E’ quanto afferma il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi, a margine di un convegno alla Cisl. Secondo quanto allo studio del governo, l’arbitro  ”deve decidere -dice Sacconi- in un tempo breve e certo, secondo equita’, piuttosto che sulla base di norme e contratti”.

Contro la decisione arbitrale potrà essere fatto ricorso, ma (come per il giudizio in Cassazione) solo per vizi di forma verso la normale giurisdizione. Infine, ”stiamo decidendo -conclude Sacconi – se l’arbitro avrà il potere di decidere sul risarcimento del lavoratore ingiustamente licenziato o sul reintegro nel posto di lavoro”.

      Una ipotesi, quella del governo, che non sembra entusiasmare particolrmente il segretario della Cisl, Savino Pezzotta: ”sono anni -dice- che parliamo di arbitrato. Ma l’arbitrato non deve stravolgere il quadro normativo: il riferimento per noi, restano le norme e i contratti”.

(8 NOVEMBRE 2001; ORE 16:20)