Licenziamenti: La Ue prepara contromisure

11/05/2001
La Stampa web


 



Venerdì 11 Maggio 2001
Licenziamenti
La Ue prepara contromisure

BRUXELLES

Scatta a Bruxelles l’allarme licenziamenti. Dopo la recente ondata di licenziamenti – nelle ultime settimane ne sono stati annunciati più di 250 mila in tutto il mondo mentre in Francia i tagli messi in atto alla Danone e dalla catena di grandi magazzini Mark&Spencer sono diventati un vero e proprio caso nazionale – Bruxelles affila le armi per alleggerirne l’impatto sui lavoratori. In arrivo un pacchetto di iniziative e sanzioni per le imprese «cattive» che non rispettano le regole.
È la commissaria agli affari sociali Anna Diamantopoulou a manifestare la propria preoccupazione ed a preannunciare la volontà della Commissione Europea di «mostrare i denti», utilizzando al meglio gli strumenti legislativi che già possiede, ad accelerando i tempi per l’approvazione della direttiva europea sull’informazione e la consultazione dei lavoratori nelle multinazionali, ancora ferma per l’opposizione di Gran Bretagna ed Irlanda. La Commissaria prevede anzi di «rafforzarla prevedendo delle sanzioni in caso di violazione della normativa».
«L’accordo a tredici era già stato raggiunto sotto Presidenza francese – ha ricordato ieri la Diamantopoulou nel corso di una conferenza stampa – ed era possibile l’adozione a maggioranza qualificata. Trattandosi di una direttiva importante avevo chiesto l’unanimità, ma a questo punto, di fronte ai licenziamenti attuali, la direttiva è necessaria e non possiamo aspettare per anni». La Commissaria ha assicurato che Bruxelles guarda con grande «attenzione alla delocalizzazione delle imprese, spesso legata agli aiuti, statali o comunitari».
Proprio per questo ha inviato una lettera al Commissario europeo alla concorrenza Mario Monti affinchè «di fronte all’enorme numero di fusioni ed acquisizioni in atto, sia garantito il rispetto delle norme esistenti. Così come gli aiuti di Stato devono essere finalizzati alla creazione di posti di lavoro». La Commissaria pensa anche ad un «rafforzamento delle verifiche sugli strumenti esistenti e non utilizzati, ad esempio in materia di formazione», e sollecita la collaborazione delle parti sociali.
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