“Libro” Nella Cgil si riparla del «patto tra produttori»

11/05/2004


          martedì 11 maggio 2004
          Nella Cgil si riparla del «patto tra produttori»
          Lo propone Beniamino Lapadula nel suo libro «La scossa». La difesa della politica dei redditi e i pericoli del neoliberismo
          Bruno Ugolini
          ROMA È un bel titolo: «La Scossa». È quello dato ad un volume destinato a far discutere, scritto da Beniamino Lapadula, dirigente della Cgil (responsabile delle politiche economiche).
          Quel vocabolo (la scossa) era stato usato in un recente discorso da Carlo Azeglio Ciampi ed era riferito ad una possibile uscita del nostro Paese dalle difficoltà economiche che lo affliggono. Ma le 150 pagine di Lapadula («La Scossa, un patto tra i produttori per la ripresa», Edizioni Ediesse) non sono solo mirate a denunciare i mali causati soprattutto dalle scelte del governo. La scossa auspicata coinvolge anche il suo stesso
          sindacato, la Cgil e soprattutto una parte (la maggioranza) della Fiom per le sue posizioni, immesse nelle tesi per il prossimo congresso, che negano ormai qualsiasi validità ad uno strumento che nel passato si è rilevato decisivo come la politica dei redditi e, più complessivamente, verso l’accordo del 1993 che permise di risanare il Paese. Non è finita. La polemica
          coinvolge anche alcune posizioni presenti nel centrosinistra, affiorate durante le trascorse esperienze governative e presenti ancora oggi.

          La molla decisiva, certo, parte da un’analisi accurata, impietosa, dei mali del Paese. È da qui che nasce la speranza di poter riprendere un dialogo costruttivo con la Confindustria. Le prese di posizione di Luca di Montezemolo, convalidate da altre parole, espresse a proposito del valore della concertazione, da un uomo come Innocenzo Cipolletta sono segnali positivi. Lapadula riprende per questo un’antica formulazione, quella del «patto tra i produttori», che fece discutere a suo tempo soprattutto quanti denunciavano intrecci evidenti tra rendita e profitto.

          Ma con quali strumenti tentare di impedire il «declino» dell’Italia?
          La proposta è imperniata su un rilancio di una rivisitata politica dei redditi, partendo dalla constatazione, documentata, di un peggioramento nella ripartizione del reddito, anche rispetto ad altri Paese europei. Tale peggioramento non si combatte, sostiene l’Autore, con un mero rilancio della lotta salariale come proporrebbe la maggioranza della Fiom (e una minoranza della Cgil). Se prevalesse questa idea in tutto il sindacato, l’idea del «liberi tutti» e ciascuno fa per sè, il danno sarebbe soprattutto per il mondo del lavoro industriale. Perché crescerebbero le disuguaglianze, ad esempio, tra il settore pubblico e il settore privato.

          Il libro, dunque, delinea proposte alternative alla rincorsa salariale, quali elementi di tale nuova politica dei redditi. Esse riguardano i prezzi (con la ristrutturazione dell’indice) e l’uso della politica fiscale (adottando il bastone e la carota ovverosia sanzioni e incentivi). La verità è che anche oggi molti sono presi dal fascino di certi slogan del centrodestra tipo «Meno tasse per tutti», senza vedere gli effetti nefasti che avrebbe una tale politica fiscale sul sistema del welfare. Come ha scritto Lapadula c’è chi «per chiudere i conti con gli ingombranti bagagli ideologici del passato» fa riferimento «in modo quasi esclusivo, alla cultura liberaldemocratica, fino a perdere quasi ogni elemento di distinzione, ogni riferimento alla tradizione del movimento operaio».