“Libro” 1944-2066. Gli uomini e le donne della Cgil

13/03/2007
    martedì 13 marzo 2007

    Pagina 8 – Lavoro-Economia

      Un libro ricorda i principali dirigenti del grande sindacato. Parla il curatore Andrea Gianfagna

        Donne e uomini della Cgil
        60 anni di successi e sconfitte

          di Vittorio Bonanni

          «Protagonisti di un percorso lungo e faticoso, carico di passioni, di tensioni ideali, di grande generosità». Queste parole di Carlo Ghezzi, presidente della Fondazione Giuseppe di Vittorio, autore della prefazione del libro 1944-2066. Gli uomini e le donne della Cgil (Ediesse, pp.859, euro 25,00), in testo realizzato in occasione del centenario della nascita del principale sindacato italiano, certamente destinato ad un pubblico particolare ed appassionato della storia della Cgil. Un contenitore di tutti i nomi delle compagne e dei compagni che hanno formato le Segreterie della Confederazione, delle Federazioni nazionali di categoria, delle Cgil regionali e delle Camere del Lavoro, oltre che delle organizzazioni associate e degli enti promossi. L’elenco, perché di questo si tratta, è stato curato da Andrea Gianfagna, coordinatore della Fondazione intitolata al grande sindacalista del quale ricorre quest’anno il cinquantenario della scomparsa. «Abbiamo cercato di dare una sistemazione ad una serie di informazioni presenti all’interno del circuito sindacale – dice l’ex dirigente – e per avere uno strumento di lavoro sul quale impostare degli approfondimenti sulla nostra storia. In particolare su come si sono formati i gruppi dirigenti della Cgil, dal dopoguerra ad oggi, e su quale è stato il loro processo di formazione e di mobilità in modo da poter approfondire il rapporto tra militanza di partito e formazione sindacale da un lato, e avere dall’altro una visione più chiara della struttura della Cgil e del vasto processo di mobilità che si è verificata all’interno dell’organizzazione» Proprio nei riguardi della formazione, momento una volta centrale sia all’interno dei partiti che dei sindacati, Gli uomini e le donne della Cgil può essere uno strumento di lavoro: «Nei luoghi di lavoro una volta erano presenti anche i partiti che ora non ci sono più – sottolinea il curatore del testo – e il volume che abbiamo realizzato può essere utile al fine di instaurare un processo di formazione che prenda spunto dall’esperienza del passato per rendere il sindacalista non soltanto un tecnico ma anche un dirigente del proprio sindacato». Sfogliando il testo, soprattutto nelle prime undici pagine dove campeggiano i componenti delle diverse segreterie confederali dal 1945 fino al 2006, si può evincere la storia politica del grande sindacato: dall’uscita dei democristiani nel 1949, dopo l’estromissione della sinistra dal governo nazionale, a quella dei cristiano sociali, che hanno resistito all’interno dell’organizzazione fino al 1962; dalla nascita della "terza componenete" negli anni ’70 fino all’inizio degli anni ’90, con la scomparsa delle diverse componenti politiche.

            Non è stato certo facile portare a compimento un lavoro di questo tipo: «È stato interessante notare – dice l’ex segretario della Federbraccianti – come in vasti strati di compagni attuali, che non hanno memoria del passato, sia scattato subito un interesse a impostare una ricerca sui nomi mentre al contrario, in altri, la cosa è stata accolta con un accordo puramente formale e in alcuni casi ho dovuto anche telefonare dieci volte per avere delle informazioni. Ho inoltre trovato, paradossalmente, un maggiore interesse nelle strutture sindacali del sud. In ogni caso il lavoro è stato duro. Bisognerebbe scrivere un libro su come abbiamo preparato questa pubblicazione – dice scherzando Gianfagna – un libro che naturalmente non scriverò mai».