Libertà, partecipazione: Per questo votiamo sì

09/05/2003





 
   
Venerd’ 9 Maggio 2003




 
Libertà, partecipazione
Per questo votiamo sì
Epifani difende con passione la scelta del sì: «La storia della sinistra è una storia di partecipazione». Il segretario della Cgil attacca apertamente chi invita all’astensione: maggioranza Ds, Cisl e Uil. Parte domani a Milano la campagna dei promotori

ANTONIO SCIOTTO


Storia di Mario, licenziato a soli 10 mesi dalla pensione da una piccola azienda del bolognese. E come Mario, sono tantissimi i dipendenti delle microaziende italiane che non possono fare sindacato e devono subire licenziamenti ingiusti perché non hanno l’articolo 18. E’ tra i lavoratori e i delegati emiliani che Guglielmo Epifani ha scelto di iniziare la campagna a favore del sì dopo la decisione del direttivo Cgil. Non è certo ancora la mobilitazione con slogan e volantini, ma il segretario della Cgil ha difeso con passione le ragioni del voto, pur iscrivendole nell’alveo più esteso delle proposte di legge elaborate dalla confederazione. Netto il distacco dalle posizioni di Cisl e Uil e dai diessini di Fassino, per Epifani è la partecipazione e non l’astensione l’anima della sinistra: «Nella storia della sinistra e della Cgil – ha insistito il leader sindacale – la partecipazione è un valore fondamentale. Ed ecco perché la canzone di Giorgio Gaber "Libertà", quando dice che la libertà non è stare sopra un albero ma libertà è partecipazione, è stata così amata: perché racchiude un nocciolo di verità». Ecco spiegata la scelta della Cgil: esclusa in ogni caso l’astensione, «che per Epifani rende meno libero il cittadino, perché lo priva del senso della propria scelta», restavano il no e il sì. «Certo, lo strumento del referendum ha dei limiti – ha continuato Epifani – ma se vincono i sì, verranno bloccate le manipolazioni che sono state tentate o che si vorranno fare sull’articolo 18». E la Cgil, con le lotte degli ultimi anni alle spalle, non poteva certo servire al governo Berlusconi e alla Confindustria l’articolo 18 sul piatto d’argento: Epifani si è rivolto a tutte quelle organizzazioni, dunque in primis ai partiti di opposizione, che oggi fanno campagna per l’astensione e che «fra qualche mese magari protesteranno perché c’è una deriva plebiscitaria del governo o si dovrà abrogare una legge, proprio con un referendum…».

Anche altri segretari Cgil hanno già cominciato – alcuni proseguito – a lavorare per il sì. Carla Cantone, a Napoli, ha detto che «il sì verrà sostenuto con le ragioni proprie della Cgil, che sono contenute nei quattro disegni di legge presentati dopo aver raccolto oltre 5 milioni di firme». Sul contratto separato dei metalmeccanici, Cantone ha ribadito che «non è la Cgil ad aver rotto con gli altri sindacati, ma sono gli altri ad aver rotto con noi» e, riferendosi al referendum proposto dalla Fiom, ha aggiunto che «in questi casi si deve ricorrere al giudizio finale dei lavoratori». Gianni Rinaldini, segretario generale Fiom, da Padova ha sottolineato il valore della decisione Cgil, definendo «grave che alcuni dirigenti, anche della segreteria, siano usciti e non abbiano votato sulla relazione del segretario generale». Paola Agnello Modica, alla presentazione della campagna del comitato del sì, ha sottolineato che la Cgil farà «una campagna autonoma: in questi giorni discuteremo slogan e modalità». «Certo, dopo la schiacciante maggioranza al direttivo – ha aggiunto la segretaria confederale – non è pensabile che la Cgil non si impegni al massimo».

E mentre Damiano dei Ds, Angeletti (Uil), Caprioli (Fim Cisl), difendevano a vario titolo le ragioni dell’astensione, il comitato del sì ha presentato la sua campagna: si aprirà a Milano domani, con una grande festa dei diritti (dalle 17 alle 24 in Piazza Duomo) condotta da Franca Rame, con Dario Fo, Cristiano De Andrè, Moni Ovadia e tanti gruppi musicali, gli interventi dei promotori e le testimonianze dei lavoratori. «Sì a una causa giusta per te – recita lo slogan – Fidarsi è bene, l’articolo 18 è meglio». «Una festa – ha sottolineato il presidente Paolo Cagna Ninchi – che si farà anche nelle altre città d’Italia: gli ultimi sondaggi dicono che il 50% dei cittadini ignora l’esistenza del referendum, nè, nonostante tutti i nostri appelli, siamo certi che le reti pubbliche e private si impegneranno per informare». E’ stata lanciata anche l’idea di istituire un comitato di garanzia dei referendum, per controllare la regolarità del percorso verso il voto. I promotori inviteranno le associazioni dei consumatori a votare sì: se un lavoratore ha paura del licenziamento, non può denunciare le mancanze dell’azienda, e la qualità e la sicurezza dei prodotti vengono messe a rischio.