Libero collocamento

04/02/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
029, pag. 5 del 4/2/2003
Teresa Pittelli

È approdata al senato la delega sul mercato del lavoro.
Libero collocamento

Novità per privati e contratti flessibili

Collocamento privato libero e nuovi contratti flessibili di lavoro. Sbarca oggi nell’aula del senato, per la definitiva approvazione, la delega sul mercato del lavoro, ribattezzata dal governo ´riforma Biagi’ (il consulente del ministero del welfare ucciso dalle Br lo scorso marzo), che dà il via a una completa liberalizzazione dei servizi privati per l’impiego, e a una consistente iniezione di flessibilità nella contrattazione. ´Al di là delle polemiche sui diritti e sul lavoro portate avanti dall’opposizione e da alcuni sindacati’, dice il relatore, Oreste Tofani (An), ´è un provvedimento che dà risposta al problema dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro’. Secondo Tofani, nonostante i 400 emendamenti presentati dall’opposizione, la delega sarà approvata entro la fine delle settimana. Il ddl, approvato dalla camera in seconda lettura a fine anno, apre ai privati le porte del collocamento ed elimina il vincolo dell’oggetto sociale esclusivo per le società di lavoro interinale, che potranno svolgere anche attività di intermediazione, oltre che di ricerca e selezione del personale. L’altra grande novità, poi, è rappresentata dall’introduzione di una serie di tipologie contrattuali nuove. Si va dal lavoro a chiamata (il lavoratore resta disponibile all’eventuale chiamata in cambio di un’indennità), al lavoro a progetto (della durata limitata al perseguimento di un obiettivo aziendale), dal job sharing (la condivisione di un unico posto di lavoro) allo staff leasing, che permette a un’azienda di affittare in blocco il personale, anche a tempo indeterminato. In più, saranno razionalizzati i contratti di lavoro temporaneo, coordinato e continuativo, occasionale e accessorio. Le co.co.co, per esempio, saranno circoscritte ai casi di lavoro autonomo certificato. Mentre il lavoro occasionale riguarderà solo rapporti di lavoro fino a 30 giorni nell’arco di un anno, salvo che il compenso non sia superiore a 5 mila euro.

Le altre norme della delega riguardano il riordino dei contratti a contenuto formativo, con l’obiettivo di ´collegare formazione continua e sussidi di disoccupazione, per sostenere la ricerca effettiva di lavoro e disincentivare comportamenti passivi’, la normativa sul part-time, che diventa più elastica, in particolare su orari e straordinari. E la certificazione dei contratti di lavoro, per ´ridurre il contenzioso sulla qualificazione dei rapporti’. Alcune novità, infine, sono contenute in emendamenti approvati da Montecitorio. Tra queste, la riforma della disciplina delle coop (l. 142/2001), in modo da dare maggiore preminenza al vincolo associativo del socio lavoratore piuttosto che al contratto di lavoro. E quella delle funzioni ispettive degli enti previdenziali, che saranno sfoltite, e accentrate in super-direzione del ministero del lavoro. Il testo arriva in aula con 400 emendamenti presentati dall’opposizione, decisa a dare battaglia. Anche se per Tofani non è il momento dello scontro, ´visto che c’è spazio in sede di decreti delegati per perfezionare le norme’. Ciò non basta, però, a frenare la resistenza di chi, in questa delega, vede una ´precarizzazione del lavoro’. É il caso della Cgil, che per oggi ha convocato un presidio davanti a palazzo Madama, per protestare contro la definitiva approvazione della delega, e che ha già annunciato nuove iniziative di lotta, compreso lo sciopero generale del prossimo 21 febbraio.

Si inasprisce, inoltre, la polemica, anche interna, di partiti e sindacati, sulla posizione da adottare in vista del referendum sull’estensione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Ieri il segretario della Quercia, Piero Fassino, ha formalizzato ´la netta contrarietà’ al referendum nella relazione alla direzione nazionale, annunciando un confronto con le parti sociali e con gli alleati per valutare ´in quale modo rivolgerci agli elettori’. In contrapposizione, però, la corrente di sinistra, che da Cesare Salvi a Fabio Mussi chiede di schierarsi per il sì. Lo scenario si complica, inoltre, dopo l’intervento di ieri di Guglielmo Epifani, segretario nazionale della Cgil, secondo il quale ´la Cgil non può stare con chi dice no’.