“Liberismo” La banca più ricca non parla coi poveri

13/04/2007
    venerdì 13 aprile 2007

    Pagina 19 – Estero

      La storia
      Sportello vietato sotto la soglia dei 110 mila euro

        La banca più ricca
        non parla coi poveri

          MARCO SODANO

          Gli inglesi hanno inventato la banca che non parla con i poveri, anche se continua ad accettare volentieri il deposito dei loro (magri) risparmi. La filiale Hsbc di Canford, lussuosissima località marittima del mezzogiorno britannico conosciuta per una strepitosa spiaggia sotto le scogliere e la clientela supervip, ha stabilito che gli impiegati saranno a disposizione – in esclusiva – dei correntisti che possono vantare un deposito superiore a 50mila sterline (circa 73 mila euro) o guadagni annui sopra le 75 mila (110 mila euro). Gli altri si arrangino con il bancomat, o si rivolgano a un’altra filiale fuori città: se Hsbc è la banca più ricca d’Europa non è per caso.

          È pur vero che Canford è una specie di Porto Cervo ultrachic, al quarto posto nella classifica mondiale dei luoghi nei quali costa di più acquistare casa (solo Londra, New York e Tokyo la battono). Così, se qualche settimana fa una villa è stata pagata quattro milioni di sterline, un candido portavoce della banca s’è sentito autorizzato ad ammettere che «non tutti i clienti sono uguali. Chi ha un reddito più alto merita attenzioni maggiori». Capovolgendo la frittata: a ben vedere qui si tratta di dedicare meno attenzioni ai clienti più poveri. Comunque sia, Hsbc definisce il provvedimento «ragionevole», perché le risulta che la stragrande maggioranza delle operazioni chieste dai clienti di Canford si possono risolvere al bancomat. Senza dimenticare che chi non è abbastanza ricco può imbucarsi nel club degli eletti versando 19 sterline al mese (poco meno di 28 euro) e riottenendo facoltà di parla.

          La comunità di Canford? «Piuttosto seccata». Il vicario della parrocchia Jeremy Oakes la butta sul concreto: «Suppongo che i miei parrocchiani mi chiederanno di dirottare a un’altro istituto le offerte della sottoscrizione domenicale». I vip saranno miliardari – come l’allenatore del Portsmouth Harry Redknapp – ma «qui abita gente che vive bene grazie alle proprietà, e quindi non ha grossi depositi né redditi da lavoro. E ci sono molti pensionati, gente che ha bisogno di una filiale vicina e accessibile. Abbiamo tolto i soldi dai Lloyds alcuni anni fa, quando le spese erano troppo alte, e ci siamo rivolti ad Hsbc: nel frattempo il vantaggio di prezzo s’è annullato». A quei prezzi, senza neppure poter scambiare due parole con l’impiegato, la comunità di Canford potrebbe decidere di cambiare banca. Helen Warner ha raccontato ai giornali la delusione del fratello: «Ha il conto da trent’anni, è stato tra i primi a scegliere Hsbc quando la filiale era solo uno sportello perduto nella campagna».

          Non si toglie il saluto a un cliente dopo trent’anni per una questione di reddito, per di più dopo aver rincarato i servizi a piacere. «Gli anziani – chiosa Helen – hanno bisogno di contatto con le persone». Bisognerebbe proporre ad Hsbc la ricetta delle banche italiane: per non sbagliarsi, parlano in modo incomprensibile con tutti, senza distinzione di ceto. Due battute allo sportello e subito ti prende una gran voglia di fare una chiaccherata col bancomat.