Libere Professioni: Riforma, partenza al Senato

04/12/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Albi & mercato – In calendario alla commissione Giustizia i Ddl su Ordini e libere associazioni

    Riforma, partenza al Senato
    L’inizio della discussione alla vigilia del «Professional day» organizzato dal Cup per il 12 dicembre
    N.T.
    ROMA – Partirà questa settimana alla commissione Giustizia del Senato l’esame del disegno di legge in materia di professioni. Questo almeno è previsto nell’ordine del giorno: nella scansione dei lavori il d-day dovrebbe essere giovedì. Sul tavolo ci sono due disegni di legge: il n. 804, presentato da Andrea Pastore (presidente della commissione Affari costituzionali del Senato) e il n. 258, presentato da Stefano Bastianoni (vicepresidente della commissione Industria). Due i relatori: Pasqualino Lorenzo Federici (Fi) e Mario Cavallaro (Margherita). L’inizio dell’esame dovrebbe segnare ufficialmente la ripresa della discussione politica sulla riforma delle professioni e sul riconoscimento delle categorie non regolamentate, alla vigilia del «Professional day», la manifestazione indetta a Roma, per il 12 dicembre, dal Cup (il Comitato che rappresenta Ordini e Collegi) con la collaborazione dell’Adepp (l’assoziazione delle Casse private). Il disegno di legge Pastore – si legge nella relazione – cerca di coniugare l’apertura verso nuove forme di esercizio delle professioni e nuovi compiti degli Ordini, che vanno riformati ma preservati nelle loro caratteristiche essenziali. La proposta «dice sì alle professioni in regime di concorrenza», ma secondo regole ritagliate sulla specificità di ciascuna di esse. In linea generale le tariffe hanno valore indicativo, ma i singoli ordinamenti possono fissare minimi e massimi inderogabili, «secondo procedure conformi alla normativa comunitaria» (dovrebbe essere garantita l’imparzialità nella determinazione). Gli Ordini hanno potestà regolamentare per l’organizzazione interna; il potere disciplinare è esercitato da organi nazionali e locali distinti da quelli gestionali. Il Ddl prevede anche il riconoscimento delle «libere associazioni di prestatori di attività professsionali non regolamentate»: il provvedimento è adottato dal ministero della Giustizia, sentiti il Cnel e i Consigli nazionali degli Ordini «operanti nel medesimo campo di attività». Le associazioni possono rilasciare attestati di competenza e qualificazione professionale degli iscritti. Quanto alle società di professionisti, devono essere iscritte all’Albo; per il settore tecnico possono essere costituite, eccezionalmente, con la partecipazione di soci non professiosti, sempre che lo consenta l’ordinamento professionale. Il Ddl presentato da Bastianoni è la copia del progetto di legge n. 1048, di cui è anche iniziato l’iter di discussione alla commissione Industria di Montecitorio. Il Ddl prevede la delega per il riconoscimento delle associazioni professionali (l’ambito è definito per negazione: tutte le professioni non ricomprese nell’articolo 2229 del Codice civile). Gli iscritti possono essere destinatari del «certificato professionale controllato», con il quale si attestano l’esercizio costante dell’attività, l’aggiornamento costante e il rispetto di norme deontologiche. Tuttavia, per le associazioni non riconosciute la speranza di ottenere uno statuto giuridico viaggia anche su un’altra via: il recepimento della nuova direttiva 2001/19/Ce sul riconoscimento delle qualifiche professionali.
    Martedí 04 Dicembre 2001
 
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