Libere professioni: Casse in equilibrio precario

17/12/2002

              17 dicembre 2002

              LIBERE PROFESSIONI
              PREVIDENZA

              PREVIDENZA. I bilanci attuariali degli enti segnalano possibili
              situazioni di crisi a medio termine, specie per gli istituti con minor
              numero di iscritti
              Casse in equilibrio precario
              Amoruso: «Correttivi per evitare l’emergenza»

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              ROMA. «La sostenibilità delle Casse di previdenza dei liberi
              professionisti nel lungo periodo è a rischio. Stiamo esaminando
              i bilanci consuntivi del 2001 e, pur non avendo ancora dati definitivi, credo che occorra intervenire al più presto con le riforme». A parlare così è Francesco Maria Amoruso, presidente della Commissione
              parlamentare di controllo sugli enti di previdenza e assistenza sociale, che aggiunge: «Le Casse private sono attente e molto collaborative
              sia nel fornirci i dati, sia nell’attenersi alle nostre indicazioni.
              Questo facilita il lavoro di controllo e supervisione che stiamo svolgendo». Anche Amoruso ha chiesto alle Casse di valutare il
              proprio trend nell’arco temporale di 40 anni (vita media di un individuo, dal punto di vista della pensione), contrariamente
              ai 15 richiesti per legge. L’indicazione è stata seguita alla let tera e dai bilanci attuariali, calcolati peraltro con criteri non omogenei
              e quindi non confrontabili, è emersa una situazione tutt’altro
              che rosea: saldo negativo, tra entrate e uscite, per la Cassa dei medici specialisti, che riuscirà a coprirlo fino al 2008, fermi restando i parametri attuali, con il patrimonio disponibile; -1,24 milioni
              di euro, nel 2013, per la Cassa dei medici generici; -3,60 milioni di euro, nel 2014, per Inarcassa (ingegneri e architetti), che gestisce 96.849 posizioni, 11.267 delle quali relative a pensionati e 2.796 a
              trattamenti previdenziali integrativi. Tra le situazioni più
              difficili, quelle dei ragionieri e dei geometri che, proprio
              per il minor numero di iscritti nel tempo, rischiano di prosciugarsi.
              Secondo Luca Inglese, esperto del Cerp di Torino, Centro per le ricerche sulle pensioni e le politiche del Welfare, la questione di fondo,
              per la maggior parte delle Casse autonome, è che esse appaiono in pieno stato di benessere finanziario, sono relativamente giovani e hanno molti iscritti che versano contributi, rispetto al numero dei pensionati. Nel lungo periodo, però, l’andamento sarà negativo: in
              20 anni è prevista un´inversione di tendenza. Persino la Cassa degli avvocati, al momento tra le più ricche di fondi, se non interverrà alcuna
              riforma avrà difficoltà a corrispondere la pensione ai nipoti degli attuali iscritti. Sono in equilibrio anche i conti dell’Enpav, l’Ente di previdenza e assistenza dei veterinari (18mila iscritti, 5mila dei
              quali dipendenti pubblici), che ha commissionato al Cerp uno studio per ottimizzare le proprie risorse nel tempo, e quelli della Cassa dei giornalisti (13.758 iscritti attivi e 5.131 pensionati), che registra
              un avanzo nel 2001 di 42,206 milioni di euro.
              Per Onorato Castellino, professore ordinario di Economia politica all´università di Torino, la riforma della previdenza ha cambiato solo
              lo schema burocratico, ma il calcolo della pensione e le forme di finanziamento delle Casse non sono variati. Privatizzate con un provvedimento del 1994 (Dlgs 509), esse continuano a operare secondo il meccanismo finanziario della ripartizione, ovvero la
              capacità dello Stato di impegnare nel contratto anche le generazioni future, e calcolano i contributi da addebitare agli iscritti con il metodo retributivo.
              Stando così le cose, il sistema contributivo, introdotto dalla riforma Dini, entrerà infatti a regime solo intorno al 2030, per i flussi di nuove pensioni, e nel 2050 per le pensioni in essere. Come sottolinea Mauro Scarpellini, direttore generale di una delle Casse più solide dal
              punto di vista patrimoniale, quella dei dottori commercialisti,
              «non c’è di che essere ottimisti ed è meglio prevenire che curare».
              SONIA MANCINI

              L’età degli enti
              L’anno di istituzione delle principali Casse private dei liberi professionistiCasa psionistica Anno
              Avvocati. Cassa forense: istituita con legge 6/1952
              Consulenti del lavoro. Enpacl: istituito con legge 1100/71
              Dottori commercialisti. Istituita con legge 59/1963
              Farmacisti. Enpaf: istituito dal 1934
              Geometri. Istituita con legge 990/1955
              Giornalisti. Con la legge 1564/51 all’Inpgi è stato riconosciuto
              il carattere sostitutivo delle forme di previdenza per giornalisti
              Ingegneri e architetti. Inarcassa: istituita con legge 179/58
              Medici e odontoiatri. L’Enpam è nato nel 1935
              Notai. Istituita dal Rdl 2239/1919
              Ragionieri. Istituita con legge 160/1963
              Veterinari. L’Enpav è stato istituito con legge 81/1958ativo
              Saldo
              annuo