«Liberalizziamo l´età della pensione»

10/06/2002


            Del 9/6/2002 Sezione: Economia Pag. 9)
            IL PRESIDENTE DEGLI INDUSTRIALI CHIEDE RIGORE SULLA SPESA PUBBLICA. IL MINISTRO: RISPETTEREMO GLI IMPEGNI EUROPEI
            «Liberalizziamo l´età della pensione»
            Tremonti: incentivi a chi resta. Confindustria: subito la riforma

            Flavia Podestà
            inviata a SANTA MARGHERITA

            Nessuna manovra correttiva in corso d´opera, ma l´indicazione puntuale entro l´anno di riforme strutturali per incidere su tutti i principali capitoli di spesa – pensioni in testa – e rilanciare lo sviluppo. Lo aveva detto, solo dieci giorni fa, Antonio Fazio in occasione dell´assemblea della Banca d´Italia, e qualcuno aveva voluto intravedere nelle parole del Governatore accenti polemici nei confronti del governo. Ieri entrambe le questioni – quella della spesa pubblica e della previdenza – sono state rilanciate, se possibile, con toni ancora più preoccupati dal presidente di Confindustria Antonio D´Amato, di cui tutto si può dire salvo che non sia in sintonia con l´esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. «La riforma delle pensioni è importante e ineludibile», ha detto D´Amato in margine al convegno promosso dai «giovani» di Confindustria a Santa Margherita, su «MigrAzioni: la sfida delle inclusioni nell´Europa degli immobilismi» – che aveva appurato come l´immigrazione, per abbondante che sia, non risolve né i problemi demografici né quelli previdenziali, non fosse altro perché «anche gli immigrati ambiscono ad avere una pensione». E, da Vicenza, dove di primo mattino ha inaugurato VicenzaOro, il ministro dell´Economia Giulio Tremonti, sullo stesso tema, ha addirittura ipotizzato la «liberalizzazione dell´età pensionabile». Questa mossa «potrebbe essere la scelta giusta, in linea con le tendenze prevalenti in Europa», ha detto Tremonti ricordando che la proposta del governo che incentiva la permanenza al lavoro degli anziani va in quella direzione. Gli incentivi che «danno a chi resta sul lavoro un aumento salariale mai avuto prima nella storia lavorativa del BelPaese», sono per Tremonti – che si muove con la bussola delle intese raggiunte al vertice europeo di Barcellona e incentrate proprio sul ricorso alla incentivazione – «la formula vincente»: la carota da usare al posto del vecchio bastone. Riforma «ineludibile» quella delle pensioni, anche se non proprio dietro l´angolo: ma solo per non ingolfare il tavolo del negoziato appena aperto tra governo e parti sociali con un nuovo capitolo, per di più molto ingombrante. «In questo momento sono in corso confronti molto importanti sul mercato del lavoro, sul sommerso, sul Mezzogiorno e sul fisco – nota il presidente della Confindustria – e c´è un calendario molto stretto: entro luglio queste riforme dovranno essere definite». Ma «immediatamente dopo», per D´Amato andrà affrontata la riforma della previdenza «che è già stata oggetto di un lungo dibattito». Insomma, per la riforma delle pensioni – «ineludibile» non solo per Confindustria ma anche per tutti gli Enti internazionali (dal Fmi all´Ocse, all´Ue) che tengono sotto osservazione i conti del nostro come degli altri Paesi – sembra essere giunto il momento della verità. Un momento facilitato dal nuovo clima che si è creato tra le parti sociali con l´apertura del tavolo negoziale con il governo: la svolta importante, come ha rilevato D´Amato, deriva dal fatto che ora sembrano scomparse tutte le pregiudiziali a tutto vantaggio di un confronto proficuo sui problemi concreti che incidono sulla competitività del Paese. Una volta considerato essenziale l´aggiustamento di tutte le variabili che erodono i vantaggi del nostro sistema, in una fase di economia debole come l´attuale – anche ieri D´Amato ha ribadito che il pil «difficilmente crescerà oltre l´1,5% a meno di una forte ripresa nella seconda parte dell´anno» – a Confindustria è sembrato inevitabile tornare a battere il tasto del rigore dei conti pubblici, chiedendo al governo interventi concreti. «Nessuna manovra correttiva», ha scandito D´Amato: «ma l´impostazione di un severo controllo della spesa pubblica già nel prossimo Dpef». Da Vicenza la replica di Tremonti: «Manterremo tutti i nostri impegni europei: faremo una Finanziaria di rigore e sviluppo». Sul banco degli imputati è comunque finita la spesa per la sanità, di cui la Corte dei Conti ha messo in luce i rischi di sfondamento. Il presidente della Confindustria ha preso la palla al balzo per riaccendere i riflettori «sul federalismo realizzato in modo frettoloso», che all´industria pone problemi anche di altro genere. Con il dialogo e l´impegno di tutti può essere davvero giunto – almeno per il presidente D´Amato – il momento per mettere sotto controllo la spesa ed eliminare i vincoli che ingessano il sistema, superare vecchie contraddizioni e rimettere in moto lo sviluppo «per godere finalmente di un´economia forte che aumenti il benessere e l´equità sociale».